Italia markets closed
  • Dow Jones

    34.546,10
    +315,76 (+0,92%)
     
  • Nasdaq

    13.632,84
    +50,42 (+0,37%)
     
  • Nikkei 225

    29.331,37
    +518,77 (+1,80%)
     
  • EUR/USD

    1,2067
    +0,0058 (+0,48%)
     
  • BTC-EUR

    46.560,69
    -1.100,45 (-2,31%)
     
  • CMC Crypto 200

    1.460,25
    -11,16 (-0,76%)
     
  • HANG SENG

    28.637,46
    +219,46 (+0,77%)
     
  • S&P 500

    4.201,55
    +33,96 (+0,81%)
     

La SuperLega spacca l'Europa del pallone e della politica

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·2 minuto per la lettura
Ansa (Photo: Ansa)
Ansa (Photo: Ansa)

Forse, niente come le scosse (quelle vere) nel mondo del calcio riesce a svelare i rapporti (quelli veri, non la versione edulcorata per i media) tra i potenti dell’economia e i potenti della politica. La nascita della Super Lega, circolo esclusivo di 12 club super-ricchi, spacca il mondo del pallone, ma anche quello della politica europea tra contrari alla Johnson, Macron, Draghi e anche Orban; leader che nicchiano come Merkel; o che tendono al parere favorevole come Sanchez. Eppure, nel giro di nemmeno 24 ore dall’annuncio, questo nuovo progetto è diventata metafora della negazione dei valori fondanti dell’Ue. Timida la Commissione Europea, scatenato tra i contrari il presidente del Parlamento Ue David Sassoli.

Critico Mario Draghi: “Il governo segue con attenzione il dibattito intorno al progetto della Superlega calcio e sostiene con determinazione le posizioni delle autorità calcistiche italiane ed europee per preservare le competizioni nazionali, i valori meritocratici e la funzione sociale dello sport”.

Ma tra i leader nazionali dell’Ue ci sono quelli che si indignano proprio, come il britannico Boris Johnson, malgrado club come Arsenal, Chelsea, Tottenham, Liverpool e le due squadre di Manchester (United e City) siano tra i fondatori della Super Lega. L’inquilino di Downing Street non ha scelta: il progetto è così impopolare che oggigiorno nemmeno i Windsor lo appoggerebbero, davanti alla convenienza politica si inchina anche il sangue blu. E si possono sacrificare anche le distanze con l’Ue santificate con la Brexit: la Super Lega è il male, anche se anti-europea.

Sulle barricate contro un progetto che sarebbe un vero e proprio scisma nel mondo del calcio, oltre che la costruzione di un muro tra chi può e chi non può, sale anche il francese Emmanuel Macron. Assediato da Marine Le Pen nella corsa per le presidenziali 2022, il presidente non ha tentennamenti: per ...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.