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La transizione verso le emissioni zero detterà l’agenda degli investimenti

Virgilio Chelli
·4 minuto per la lettura
La transizione verso le emissioni zero detterà l’agenda degli investimenti
La transizione verso le emissioni zero detterà l’agenda degli investimenti

Andrea Carzana, Gestore azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments, prevede che le aziende meglio posizionate beneficeranno di ingenti investimenti pubblici e privati e di minor costo del capitale

Dal 2021 i finanziamenti stanziati per azzerare le emissioni nette di gas serra verranno messi a frutto. Saranno necessari capitali di gran lunga superiori a quelli annunciati per trasformare la produzione di energia. Per raggiungere la neutralità carbonica nel 2050, la quota di auto elettriche sul totale dovrà salire dal 3% a più del 50% entro fine decennio, la produzione di idrogeno verde dovrà aumentare da 450.000 tonnellate l’anno a 40 milioni e gli investimenti nell’elettricità pulita dovranno passare da 380 a 1.600 miliardi di dollari l’anno.

CHIARE IMPLICAZIONI PER GLI INVESTITORI

Le implicazioni per gli investitori sono chiare perché nei prossimi decenni saranno canalizzati nella transizione energetica mondiale livelli record di capitali, generando un trend d’investimento pluridecennale e opportunità senza precedenti quanto a dimensioni. Molte delle tecnologie necessarie alla transizione non sono ancora state commercializzate, e le aziende che le svilupperanno avranno bisogno di finanziamenti pubblici per molti anni a venire.

LA SVOLTA STORICA DEL 2020

Lo sottolinea un commento di Andrea Carzana, Gestore azionario europeo di Columbia Threadneedle Investments, secondo cui emissioni nette a zero segnano l’inizio di una spinta mondiale. Oggi l’opportunità è ancora in fase embrionale, ed è comprensibile che gli investitori non riconoscano appieno le dimensioni e la probabile durata di questo trend d’investimento. Il 2020 è stato un anno storico in termini di flussi di capitali nei fondi di investimento responsabile, con un interesse accelerato dalla pandemia di Covid-19, ma la crescita non accenna a diminuire e dovrebbe durare molto più a lungo dell’impatto del virus.

DINAMICHE DI FONDO IMPORTANTI

Carzana sottolinea che nel solo mese di dicembre 2020 gli investitori hanno riversato 1,1 miliardi di sterline in fondi azionari di diritto britannico a gestione attiva con focus investimento responsabile, circa l’ammontare confluito in queste strategie tra il 2015 e il 2018, pari a due terzi dei capitali investiti in tutte le strategie attive. Le cifre complessive celano dinamiche di fondo importanti, perché l’investimento responsabile è un’etichetta ampia che abbraccia molte strategie. Gran parte dei capitali investiti nel 2020 è confluita in fondi etichettati come ESG che si concentrano sulle performance degli emittenti rispetto agli indicatori ambientali, sociali e di governance.

GUARDARE OLTRE LA SIGLA ESG

Ma flussi sempre, sottolinea Carzana, comprendono un altro sottoinsieme di strategie, meno conosciute, più recenti e molto meno mature finalizzate alla transizione verso la neutralità climatica, che vedrà protagoniste aziende in grado di conseguire tassi di crescita e rendimento superiori, potendo beneficiare di vantaggi competitivi più ampi nel lungo termine rispetto a quelle non allineate. L’esperto di Columbia osserva che l’ESG è in crescita già da molti anni, ma solo nel 2020 gli investitori hanno cominciato per la prima volta a concentrarsi realmente sulle opportunità della transizione verso la neutralità carbonica.

MASSICCI STIMOLI ECOLOGICI IN TUTTO IL MONDO

Uno dei motivi principali, secondo Carzana, è stata la serie di misure e pacchetti di stimolo annunciati dai governi di tutto il mondo per garantire l’azzeramento delle emissioni nette al 2050. Cina, Giappone, Corea del Sud, Unione Europea e Regno Unito, sono tutti impegnati a raggiungere l’obiettivo, con finanziamenti approvati al 1° novembre 2020 che hanno superato i 1.000 mld di dollari, mentre la UE sta valutando lo stanziamento di altri 644 mld e con l’arrivo di Biden anche gli Stati Uniti dovrebbero essere in procinto di varare un imponente pacchetto di stimoli ecologici.

DUE EVENTI CHIAVE NEL 2021

Secondo l’esperto di Columbia, gli impegni presi nel 2020 sono cruciali, ma il 2021 sarà l’anno decisivo per la transizione verso la neutralità carbonica e aprirà un trend d’investimento pluridecennale. Carzana si aspetta che nei prossimi mesi due eventi chiave premano l’acceleratore: a maggio l’Agenzia internazionale per l’energia pubblicherà il suo primo piano programmatico delineando il cammino per raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, offrendo un punto di riferimento alle aziende e agli investitori di tutto il mondo, mentre a novembre il Regno Unito ospiterà a Glasgow la Conferenza COP26 per coordinare i piani dei vari governi e vincolarli agli impegni presi in vista del traguardo nel 2050.

UNA TRANSIZIONE GLOBALE APPENA INIZIATA

L’esperto di Columbia sottolinea che la spinta ad azzerare le emissioni avrà implicazioni su tutte le società e gli investitori nei prossimi decenni, con alcuni settori, tra cui le major petrolifere, che andranno incontro a grandi difficoltà, mentre altri sono ben posizionati e beneficeranno di investimenti sia pubblici che privati, con un minor costo del capitale. La transizione globale verso l’azzeramento delle emissioni, conclude l’analisi di Columbia, è appena cominciata, ma plasmerà l’agenda d’investimento per molti decenni a venire.