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La vera storia dei fratelli che fondarono Puma e Adidas

I due protagonisti di Adidas vs Puma, il film sulla storia delle due aziende di abbigliamento sportivo (FB)

Ieri è andato in onda, su Rai 3, Adidas vs Puma, il film che racconta la vera storia dei due fratelli che hanno fondato le note aziende tedesche di scarpe e abbigliamento sportivo. Si mette in scena la grande rivalità tra i due fondatori e i loro successi, svelando i colpi di scena e le curiosità che riguardano i due fondatori dei marchi tra i più conosciuti e amati dei giorni nostri.

La storia

Adolf e Rudolf Dassler, a Herzogenaurach, in Germania, fondarono la la Gebrüder Dassler Schuhfabrik (“fabbrica di scarpe dei fratelli Dassler”), negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale. Adolf di occupava di fabbricare le scarpe, mentre Rudolf le vendeva. Nel 1936, alle Olimpiadi di Berlino, Jesse Owens vinse quattro medaglie d’oro indossando le scarpe dei due fratelli.

Gli anni della seconda guerra mondiale

All’inizio della seconda guerra mondiale, l’azienda rischiò di chiudere. Finito il conflitto, i due fratelli decisero di dividersela: Adolf fondò Adidas – “Adi” era il suo soprannome, più “Das”, prima parte del cognome -, mentre Rudolf avviò la “Ruda”, che diventò poi “Puma”. Nel 1954 la Germania Ovest vinse la finale della World Cup: i giocatori della squadra tedesca indossavano le Adidas, con le borchie avvitate sulla suola, praticamente i primi tacchetti delle scarpe da calcio.

I successi commerciali di Adidas

L’ascesa delle due aziende proseguì negli anni successivi. Nel 1970 Adidas realizzò il pallone Telstar, che aveva la caratteristica di essere meglio riconoscibile in tv. Nel 1972 venne presentato per la prima volta il logo con il Trifoglio, in occasione dei giochi olimpici a Monaco, che tuttora resta il simbolo di Adidas.

E di Puma

Negli anni immediatamente successivi alla separazione, Adidas riuscì a mettersi subito in luce. Puma tornò sotto i riflettori quando, nel 1970, il figlio di Rudolf ingaggiò Pelé per i Mondiali in Messico, chiedendogli di allacciasi le scarpe prima del fischio d’inizio, in modo tale che il brand fosse visibile al mondo intero.

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