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La vittoria di Biden positiva per risky asset non Usa e sostenibilità

Redazione
·3 minuto per la lettura
La vittoria di Biden positiva per risky asset non Usa e sostenibilità
La vittoria di Biden positiva per risky asset non Usa e sostenibilità

Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy, e Florence Pisani, Global Head of Economic Research di Candriam hanno analizzato gli scenari a breve termine della vittoria elettorale dei democratici

Dopo una lunga tornata elettorale, Joe Biden alla fine ha vinto le elezioni presidenziali statunitensi e il 20 gennaio 2021 si insedierà alla Casa Bianca. I mercati, che comunque nei giorni successivi all’Election Day avevano registrato forti rimbalzi, hanno reagito positivamente alla notizia. Ora è il momento di capire quali saranno le prime mosse del neo-Presidente degli Stati Uniti. Una domanda che si stanno ponendo anche Nadège Dufossé, Head of Cross Asset Strategy, e Florence Pisani, Global Head of Economic Research di Candriam.

UN PAESE DIVISO

Nonostante il tasso d’affluenza del 67% sia stato il più alto dal 1900, le urne hanno rivelato una nazione profondamente divisa, così come presumibilmente sarà il Congresso. I democratici dovrebbero riuscire a mantenere una maggioranza alla Camera, ma, a meno che il ballottaggio per il Senato in Georgia non si concluda con una doppia vittoria del partito di Biden, dovranno lasciare l’altro organo legislativo ai repubblicani. Per i due manager di Candriam in questo contesto il neo-presidente avrà difficolta ad attuare appieno il proprio programma. A breve termine, il Congresso dovrebbe votare almeno una risoluzione di continuità prima dell'11 dicembre. Potrebbe anche accettare di estendere i programmi supplementari di assistenza alla disoccupazione che termineranno il 31 dicembre e offrire un aiuto minimo agli Stati che stanno per esaurire le risorse. Resta da vedere se il Presidente firmerà questi disegni di legge.

MERCATI IN RIALZO E VOLATILITÀ DIMEZZATA

Nonostante l’incertezza sull’esito delle elezioni, nei giorni successivi all’Election Day i mercati hanno registrato forti rimbalzi. S&P è andato vicino ai massimi di settembre e ottobre, mentre la volatilità è quasi dimezzata, con l’indice Vix che è sceso da 41 a 25. Secondo Dufossé e Pisani le grandi aziende del tech hanno beneficiato dell’assenza di un’onda democratica, che avrebbe accresciuto i rischi di regolamentazione e aumento delle tasse. Il calo di 10 pb delle aspettative di inflazione (il breakeven dei Treasury a 10 anni è sceso dall'1,75% all'1,65%) e i tassi nominali hanno sostenuto anche i titoli growth. In generale i mercati hanno beneficiato del calo del rischio politico prezzato in vista delle elezioni.

CENTRALE LA QUESTIONE VACCINO

Ora secondo i due manager di Candriam l’attenzione degli investitori tornerà a concentrarsi sul virus, sui danni economici a esso collegati e sull’entità del sostegno fiscale fornito. In questo contesto potrebbe diventare centrale la questione del vaccino. In conclusione, per Dufossé e Pisani l’elezione di Joe Biden è comunque una buona notizia per i risky asset non Usa che dovrebbero beneficiare del ritorno del multilateralismo e di una politica estera meno caotica. La vittoria dei democratici è positiva anche per la sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico, dato che il Presidente eletto ha già annunciato la volontà di far rientrare gli Stati Uniti negli Accordi di Parigi.