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Lagarde: “È presto per chiudere il Pepp”

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Lagarde: “È presto per chiudere il Pepp”
Lagarde: “È presto per chiudere il Pepp”

L’inflazione attesa a +1,9%, tornerà a scendere agli inizi del 2022, “con il raffreddamento della corsa dei prezzi dell’energia”. Attesa accelerazione dell’economia nella seconda metà 2021

Tutto confermato, tutto come da attese. La Banca centrale europea lascia i tassi invariati. “Restiamo pronti ad adeguare tutti i nostri strumenti, ove opportuno, per assicurare che l'inflazione si avvicini stabilmente al livello perseguito, in linea con il nostro impegno alla simmetria”. Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa a Francoforte.

“SEGUIREMO ANDAMENTO DEL TASSO”

“Continueremo a seguire l’andamento del tasso di cambio in relazione alle sue possibili implicazioni per le prospettive di inflazione a medio termine”, ha aggiunto la Lagarde. Preservare le condizioni di finanziamento favorevoli nel periodo della pandemia “resta essenziale per ridurre l’incertezza e rafforzare la fiducia, sostenendo così l’attività economica e salvaguardando la stabilità dei prezzi nel medio termine”.

ACCELERAZIONE DELL’ECONOMIA NELLA SECONDA PARTE DELL’ANNO

La numero uno della Bce ha precisato come ci si attenda “un’accelerazione dell’economia nella seconda parte dell’anno grazie alla progressiva riapertura delle attività e dall’andamento della campagna di vaccinazione”. Il Pil dell’Eurozona dovrebbe crescere al ritmo del 4,6% nel 2021, del 4,7% nel 2022 e del 2,1% nel 2023.

INFLAZIONE ATTESA A +1,9%

Le previsioni sul tasso di inflazione dell’Eurozona vedono una crescita del ritmo dell’1,9% nel 2021, dell’1,5% nel 2022 e dell’1,4% nel 2023, leggermente più alte rispetto alle stime del precedente esercizio. I prezzi torneranno a scendere agli inizi del 2022, “quando i fattori transitori perderanno forza”, ha detto la Lagarde in conferenza stampa, “con il raffreddamento della corsa dei prezzi dell’energia”.

“SERVE ANCORA AMPIO GRADO ACCOMODAMENTO”

“La verifica incrociata degli esiti dell'analisi economica con le indicazioni derivanti dall'analisi monetaria ha confermato che un ampio grado di accomodamento monetario è necessario per sostenere l’attività economica e una salda convergenza dell'inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”, ha spiegato la presidente della Bce Christine Lagarde in conferenza stampa a Francoforte. Un ritiro prematuro del sostegno alle politiche di bilancio “rischierebbe di ritardare la ripresa”.

RUOLO FONDAMENTALE PER NEXT GENERATION EU

Il Consiglio direttivo ribadisce “il ruolo fondamentale dello strumento Next Generation EU”, ha detto la presidente della Bce, aggiungendo che i Paesi membri devono utilizzare i fondi in modo produttivo, insieme a riforme strutturali. Con la riapertura delle attività economiche, la Banca centrale europea si aspetta un recupero vigoroso per il settore dei servizi.

“I TASSI DI INTERESSE DI MERCATO SONO AUMENTATI”

La Lagarde ha poi parlato delle condizioni di finanziamento per le imprese e le famiglie che sono rimaste “sostanzialmente stabili dalla riunione di politica monetaria di marzo”, tuttavia i tassi di interesse di mercato “sono ulteriormente aumentati”. L’inflazione core ha fatto registrare “un lieve aumento al rialzo a 1,1% per il 2021, all’1,2% per il 2022 e all’1,4% per il 2023” ma resta ancora lontano dal target fissato al 2%.

PREMUATURA USCITA DA PEPP

Non è ancora il momento di parlare di una “exit strategy dal Pepp perché è troppo presto”. Per la Lagarde, “arriverà il momento giusto ma certamente non è ora”. La Bce manterrà un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno. In Consiglio non si è discusso di una formulazione diversa per quanto riguarda l’andamento degli acquisti Pepp. “Il Consiglio direttivo ha approvato all’unanimità la dichiarazione introduttiva mentre c’è stata qualche divergenza su alcuni aspetti analitici, come il ritmo degli acquisti del Pepp”, ha concluso Christine Lagarde.

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