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Lagarde un centro della Bce sulla lotta ai cambiamenti climatici

Red
·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 25 gen. (askanews) - La presidente della Bce Christine Lagrde rilancia la sua azione volta a incorporare obiettivi sul controllo climatico nella politica monetaria. E intervenendo ad un convegno dell'Università Goethe di Francoforte, proprio sul ruolo che le banche centrali possono avere in questo ambito, ha annunciato la creazione di un nuovo "centro sul cambiamento climatico" in seno all'istituzione, composto da circa 10 persone di varie aree già operative che riporteranno direttamente alla presidente.

"Il cambiamento climatico influenza tutte le nostre aree di policy. Il centro sul cambiamento climatico - ha detto - assicura la struttura di cui abbiamo bisogno per affrontare la questione con l'urgenza e la determinazione che richiedono".

Per parte sua la Bce "contribuirà allo sforzo" per contrastare i cambiamenti climatici "nell'ambito del suo mandato. Il cambiamento climatico è una delle sfide più grandi fronteggiate dall'umanità in questo secolo, ed esiste - secondo Lagarde - un ampio consenso sul fatto che bisogna agire. Ma questa concordia deve tradursi urgentemente in misure concrete".

"Non possiamo attendere che siano gli altri ad agire e dobbiamo anche renderci conto - ha detto ancora la presidente - che il fardello non può essere caricato solo addosso a qualcuno. Non ci sta una soluzione unica e miracolosa".

Il nuovo centro "guiderà l'agenda climatica della Bce internamente ed esternamente" guardando sia alla politica monetaria, sia alle funzioni prudenziali. Inizierà i suoi già in questo inizio di 2021 e la nuova struttura sarà rivista dopo tre anni, ha poi precisato la Bce con un comunicato, "dato che l'obiettivo è incorporare le valutazioni sul clima nelle normali attività della Bce".

In generale, ha detto ancora Lagarde la Bce "sta valutando come possa contribuire a supportare le politiche economiche dell'Ue, senza pregiudizio per il suo mandato primario sulla politica monetaria". E l'Europa, ha ricordato, ha fissato come priorità il contrasto al cambiamento climatico e la transizione verso una economia neutrale sulle emissioni di carbonio.

Il tema tuttavia è oggetto di non poche controversie - al di là del dibattito scientifico - all'interno della Bce. E ha già sollevato critiche da parte di diversi esponenti, tra cui il presidente dell Bundesbank, Jens Weidmann, che temono che lanciandosi su un terreno alieno alle sue competenze l'istituzione finisca per compromettere efficacia e credibilità della sua politica monetaria.

Lagarde ha ammesso che l'Eurosistema delle banche centrali "non è un policy maker in questa area, ma sebbene non sia nella cabina di pilotaggio - ha sostenuto - dovrebbe valutare il suo potenziale ruolo nella transizione. Riconosciamo che il nostro ruolo attivo in alcuni mercati può influenzare lo sviluppo di alcuni segmenti". Ha citato come esempio i titoli collaterali che accetta come garanzia per l'erogazione dei suoi rifinanziamenti alle banche, chiamati in gergo collaterali. E il fatto che già oggi detenga in questo ambito un quinto di tutte le emissioni catalogate come "green".

Secondo Lagarde la Bce si espone di fatto al rischio climatico con il suo bilancio e il tema ha ricadute sulla stabilità dei prezzi e la trasmissione della politica monetaria. La presidente ha citato la favola del campanello al gatto e dei topolini, i quali non riuscendo a mettersi d'accordo sul chi debba legare il campanello al felino finiscono per farsi divorare tutti, uno per uno.

Quasi in parallelo Fabio Panetta, l'italiano che siede nel Comitato esecutivo della Bce, è intervenuto all'Associazione Italiana per l'Analisi Finanziaria, e ha rilevato che nell'ambito dei piani nazionali di rilancio post crisi di Next Generation Eu anche "la finanza responsabile può svolgere un ruolo di rilievo per riconciliare lo sviluppo con i valori ambientali, etici e sociali. La prossima strategia europea sulla finanza sostenibile - ha detto - offre l'occasione per allineare i flussi finanziari a tali valori".

"La Bce - ha aggiunto Panetta - ha avviato una riflessione sul suo contributo alla crescita responsabile. Una banca centrale attenta ai bisogni dei cittadini, sia quelli di oggi, sia quelli di domani, ha l'obbligo di volgere la sua attenzione alle esigenze dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire la stabilità in tutte le sue forme: in primis quella monetaria, ma anche quella finanziaria, ambientale, sociale".

Al di là delle competenze della Bce, Lagarde ha spiegato che servono "progressi rapidi" su tre aspetti chiave: primo, come vengono computati i costi delle emissioni carbonio "nei prezzi di tutti i settori dell'economia". Secondo, sui livelli di "esposizione" delle singole aziende e prodotti, con l'obiettivo di includere questo aspetto nei rating di affidabilità creditizia. Terzo su aumento consistente di innovazione e investimenti nel settore "green".

Tornando alla Bce, sta portando avanti uno stress test mirto sui rischi climatici e "i risultati preliminari mostrano che in assenza di una transizione i rischi sono concentrati in maniera diseguale tra paesi e settori dell'economia".