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L'allarme del virologo sull'emergenza Coronavirus

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galli
galli

Il Governo, attraverso il nuovo dpcm, sta tentando di contrastare la nuova ondata di Covid-19. A parlare delle possibilità di arginare i contagi ed evitare un altro lockdown, a margine di un evento, il professore Massimo Galli, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano e professore all’Università statale.

Galli: “Ci siamo cullati troppo”

Massimo Galli si è recato martedì 20 ottobre a Milano per una visita al laboratorio mobile per lo screening gratuito per il Covid-19 e l’epatite C. In questa sede ha parlato della nuova risalita della curva dei contagi in Italia, del dpcm emesso il 18 ottobre e della possibilità di un altro blocco del paese.

Qualcuno si è troppo cullato in estate sulla possibilità che non si sarebbe ripresentato il problema con questa entità e queste caratteristiche. Lo scaglionamento degli orari scolastici può essere utile a ostacolare la diffusione del virus tra i giovani, ma non so se basterà. Non abbiamo molto tempo per invertire la tendenza. Se ciò non avviene dovremo ricorrere a misure più drastiche che nessuno desidera. Lockdown? Prima ci sono tante misure intermedie. Se non si riesce a fermare la diffusione del virus sarà inevitabile andare verso questa direzione.

Il lockdown è una misura drammatica ma allo stesso tempo semplice. È utilissimo quando non si può fare nient’altro. Il problema è che avremmo dovuto imparare dal passato e attuare altri generi di misure che avrebbero consentito di non trovarci in questa situazione. In estate gran parte della popolazione non si è preoccupata e questi sono risultati. Tutto il sistema è stato carente, mi sarei aspettato più concretezza e meno litigiosità tra governo e regioni. Quando si è in troppi a dovere decidere si hanno più rischi che soluzioni.

Le decisioni a livello nazionale dovevano essere coerenti e in aiuto di tutti. Io ritengo che la riapertura delle discoteche sia stato l’elemento che ha causato il più grande aumento dei contagi. Aprirle è stato un segnale di ‘liberi tutti‘ che adesso stiamo pagando. Abbiamo fatto esperienze negative e qualcuno soffre più degli altri per un lockdown. I morti di fame per le strade però non li vedo, ma vedo i morti per malattie negli ospedali. Usiamo le parole – conclude Galli con il loro peso reale“.