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Lamborghini focus su sostenibilità: target -80% CO2 a Sant’Agata

·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Milano, 7 ott. (askanews) - Lamborghini procede spedita sulla strada della sostenibilità, seguendo la rotta tracciata con il piano Cor Tauri che prevede 1,5 miliardi di euro di investimenti entro il 2024, il più ambiziosa nella storia del gruppo. Primo obiettivo è quello di abbattere del 50% le emissioni della gamma prodotto (Urus, Aventador e Huracan) che sarà tutta ibridizzata entro il 2024, mentre entro la fine del decennio arriverà una nuova vettura, la prima full electric Lamborghini.

"Stiamo procedendo in modo spedito lungo il percorso della decarbonizzazione. Il nostro è un approccio olistico alla sostenibilità, dalla gamma prodotti al sito di produzione, seguendo i più alti standard internazionali", ha detto il Ceo Stephan Winkelmann, durante il Sustainability Day organizzato a Sant'Agata per ilustrare quanto fatto fino ad oggi dall'azienda.

Il percorso verso la sostenibilità parte da lontano, nel 2009, quando il tema non era sulla bocca di tutti. Già nel 2015 il sito di produzione di Sant'Agata diventa "carbon neutral" con un abbattimento delle emissioni prodotte del 37%, un record per un impianto metalmeccanico. E l'obiettivo è di arrivare all'80% entro il 2023, quando dopo un lungo iter di autorizzazioni e permessi, entrerà in funzione l'impianto di produzione di biometano che alimenterà tutto il sito. "L'obiettivo è sostituire il combustibile fossile con il biometano. E' un progetto ambizioso, ma saremo fra i primi a realizzare un impianto di questo tipo", ha detto Massimo Scarpenti, responsabile Ambiente, Energia e Sicurezza di Lamborghini.

Il progetto è stata sviluppato con la cooperativa di aziende agricole guidata dalla San Lorenzo con cui Lamborghini ha già avviato una partnership per sfruttare l'energia prodotta dall'impianto di cogenerazione a biogas per il teleriscaldamento. L'impianto si trova a Nonantola a circa 6 km dall'azienda e, attraverso tubature interrate, fornisce acqua calda a 85 gradi per il riscaldamento e la climatizzazione del sito di Sant'Agata, sfruttando il calore prodotto dal motore dell'impianto che altrimenti andrebbe sprecato. Il risultato è un abbattimento delle emissioni di 3,5 tonnellate l'anno. "Grazie all'accordo con Lamborghini, riusciamo a sfruttare tutto quello che produce il nostro impianto seguendo il detto contadino che in agricoltura non si butta via nulla", ha detto Luca Borsari, titolare dell'azienda agricola San Lorenzo.

L'impianto di biometano è solo l'ultimo tassello di un percorso che inizia con l'adesione volontaria al Protocollo di Kyoto e al "Pacchetto Clima-Energia" dell'Unione Europea. Nel 2010 viene inaugurato il più grande impianto fotovoltaico del settore industriale dell'Emilia Romagna: 15.000 mq di pannelli per una potenza installata di 2,2 MWp e una riduzione di emissioni pari a 2mila tonnellate l'anno. Nel 2011 viene inaugurato il "Parco Lamborghini" a poche centinaia di metri dal sito di Sant'Agata Bolognese, realizzato in collaborazione con il Comune e le Università di Bologna, Bolzano e Monaco. Grazie alla piantumazione di 10mila querce su un'area di 7 ettari secondo uno schema di impianto ripetuto in altri paesi europei è possibile studiare e comprendere le relazioni tra densità, produttività forestale e capacità di assorbire le emissioni di CO2. In 10 anni le piante hanno assorbito circa 90 t di carbonio, equivalente a un assorbimento totale di 330 tonnellate di CO2. Nel 2015, invece, vengono inaugurati a Sant'Agata due impianti di trigenerazione con una potenza di 2,4 MW per la produzione di energia elettrica, calore e freddo utilizzando gas metano. II risparmio in termini di emissioni è pari a circa 1.640 tonnellate di CO2 ogni anno.

Nel 2016 invece viene avviata il Biomonitoraggio Ambientale con le Api: 13 apiari con circa 600mila api che oltre a produrre il miele Lamborghini sono in grado di rilevare una vasta gamma di inquinanti ambientali nel raggio di 3 km. L'anno successivo viene inaugurata la Torre 1963 che ottiene la certificazione Leed Platinum, il più alto standard al mondo di certificazione per l'edilizia. Nel 2018, con il lancio della Urus, viene completato il raddoppio del sito produttivo da 80mila a 160mila mq che conserva la certificazione C02 neutrale, grazie ai nuovi edifici tutti di classe A. Sempre nel 2018 vengono introdotti gli imballaggi riciclabili per i componenti delle vetture, mentre l'anno successivo viene inaugurato lo stabilimento di verniciatura della Urus in classe A, con il 95% dei colori utilizzati a base d'acqua e un abbattimento dei consumi energetici del 25%.

Nel 2019 un altro step fondamentale: Lamborghini lancia il Programma di Sostenibilità dei fornitori con un punteggio (S-rating) per misurare il rispetto dei diritti umani e dell'ambiente. L'anno successivo viene avviato il programma di sostenibilità dei processi di produzione per sfruttare gli scarti di materiali compositi e di pellame. Nel 2021 è la volta della logistica con la sostituzione del trasporto su ruote a favore di quello su rotaia: grazie a un accordo con la Obb Rail Cargo le scocche della Urus arrivano dalla sede Volkswagen di Zwickau a Sant'Agata in modo sostenibile con un abbattimento delle emissioni dell'85%. Un pacchetto di misure importanti che nel 2021 si traducono nel premio "Green Star", posizionando Lamborghini fra le aziende più sostenibili d'Italia.

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