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L'analisi logica: che cos'è, a cosa serve e come si fa

·5 minuto per la lettura

L'analisi logica: che cos'è, a cosa serve e come si fa

Non ci sono dubbi: in diversi momenti della propria carriera scolastica uno studente ha certamente affrontato esercizi di italiano con oggetto l'analisi logica. Nel nostro articolo di oggi parleremo proprio di questo, scoprendo che cos'è e a che cosa serve l'analisi logica. Inoltre, vedremo le strategie per effettuare un'analisi logica nel modo più corretto possibile.

L'analisi logica: che cos'è e a che cosa serve

Una prima definizione dell'analisi logica potrebbe essere quella di individuare quali siano le funzioni degli elementi di una frase semplice, detta proposizione, ovvero individuare principalmente il soggetto, il predicato e i complementi; ma i primi due elementi, talvolta, possono essere sottintesi, e anche così devono apparire all'interno dell'analisi logica.

Studi di grammatica italiana moderna hanno però evidenziato che le frasi usate nel linguaggio quotidiano e parlato sono spesso molto più complesse di quelle oggetto dell'analisi logica e per questo hanno relegato questo tipo di analisi a un'attività puramente scolastica, molto utile soprattutto agli studenti che studieranno poi il latino o il greco antico.

Fare l’analisi logica di una proposizione significa, quindi, concentrarsi sulle funzioni di ognuno degli elementi contenuti in essa, comprese le relazioni che intercorrono tra tutti. Lo scopo dell’analisi logica infatti è di rendere chiari a tutti i rapporti tra le varie componenti di una frase. Per fare questo bisogna rispettare alcune regole e un ordine preciso di analisi per procedere.

LEGGI ANCHE: Tutti i segreti dell'analisi grammaticale

Analisi logica: come si fa?

Prima di iniziare con l'analisi logica vera e propria sarebbe opportuno non buttarsi a capofitto sui singoli elementi della frase, ma concentrarsi sulla proposizione nel suo insieme e iniziare a porsi delle domande: cosa significa ciò che sto leggendo? Ho già capito quali sono le funzioni e le relazioni tra gli elementi della frase? Dove colloco questo elemento rispetto a quello che lo segue e lo precede?

Una volta ottenute le risposte a queste domande, si può iniziare con l'analisi logica vera e propria che va fatta seguendo questo ordine di operazioni:

  1. Individuare il verbo;

  2. Individuare il soggetto;

  3. Individuare il complemento oggetto (se presente);

  4. Analizzare il resto dei complementi.

Dato che li abbiamo chiamati in causa vediamo singolarmente tutti gli elementi di una proposizione, al fine di agevolarne l'individuazione durante l'analisi logica.

L'analisi logica, gli elementi della frase

Predicato: in analisi logica il predicato è il verbo che indica l’azione compiuta. Il predicato si distingue in predicato nominale (formato dal verbo essere, detto copula, e una parte nominale, detta nome del predicato) e predicato verbale (verbo predicativo semplice o composto).

ESEMPI:

  • Predicato verbale: Simone ha comprato un libro

  • Predicato nominale: Giacomo è bello/Giacomo è un infermiere

Per non confondere i due tipi di predicato, basta tenere a mente che il predicato nominale è sempre costituito da una forma del verbo essere e una parte nominale o aggettivale.

Soggetto: per capire quale sia il soggetto è bene, innanzitutto, capire se la frase da esaminare sia passiva o attiva. Nella frase attiva è soggetto colui che compie l’azione, nella frase passiva è soggetto colui che, invece, la subisce.

ESEMPI:

  • Soggetto nella frase attiva: Simone ha comprato un libro (soggetto: Simone)

  • Soggetto nella frase passiva: Il libro è stato comprato da Simone (soggetto: libro)

Attributi e apposizioni: si tratta di due particelle col medesimo scopo, cioè quello di attribuire una precisa qualità al nome al quale fanno riferimento, che può essere usato come soggetto o come complemento.

Spesso capita di confonderle tra loro, ma per non sbagliarsi è sufficiente ricordare che l’attributo è un aggettivo o un participio passato di un verbo che viene utilizzato come aggettivo; l’apposizione, invece, è un nome che qualifica un altro nome.

ESEMPI:

  • Attributo: Simone ha comprato un bellissimo libro (bellissimo, in questo caso, è l’attributo del complemento oggetto)

  • Apposizione: Giacomo, un infermiere dell'ospedale, ha lasciato il suo posto di lavoro (infermiere è apposizione a Giacomo, che è anche soggetto).

Complementi: i complementi, come suggerisce il nome stesso, possono completare le informazioni contenute nella frase. Essi si possono suddividere in tre grandi categorie:

  • diretti,

  • indiretti,

  • avverbiali.

Vediamolo insieme nel dettaglio.

L'analisi logica, i complementi diretti

I complementi diretti in analisi logica sono tutti quei complementi che non sono introdotti da una preposizione. Tra questi troviamo:

  • Complemento oggetto: risponde alla domanda chi? che cosa? (l’azione del predicato ricade direttamente su di esso);

  • Complemento predicativo: formato da nomi o aggettivi preceduti da verbo copulativo, si articola in complemento predicativo del soggetto (che va a completare il significato del predicato facendo riferimento al soggetto) e complemento predicativo dell’oggetto (che va a completare il significato del predicato facendo riferimento al complemento oggetto).

Indichiamo alcuni esempi per chiarire eventuali dubbi:

  • Complemento oggetto: Simone ha comprato un libro

  • Complemento predicativo del soggetto: Simone è stato brillante durante il suo discorso (brillante è il complemento predicativo del soggetto)

  • Complemento predicativo dell'oggetto: Il suo capo ha ritenuto Simone un genio (genio è il complemento predicativo dell'oggetto)

L'analisi logica, i complementi indiretti e avverbiali

Nel caso dei complementi indiretti e avverbiali si tratta di complementi introdotti da una preposizione. Ce ne sono moltissimi tipi, ciascuno completa la frase rispondendo a una domanda precisa. Indicheremo i principali e la relativa domanda a cui rispondono, in modo da non avere problemi quando effettuerete l’analisi logica:

  • Complemento di termine: risponde alla domanda "a chi? a che cosa?"

  • Complemento di specificazione: risponde alla domanda "di chi? di che cosa?"

  • Complemento d’agente: risponde alla domanda "da chi?"

  • Complemento di causa efficiente: risponde alla domanda "da che cosa?"

  • Complemento di luogo: a sua volta si distingue in stato di luogo ("dove?"), moto per luogo ("attraverso quale luogo?") e moto a luogo ("verso dove?")

  • Complemento di tempo: a sua volta si distingue in determinati ("quando?") e continuato ("per quanto tempo?")

  • Complemento di modo: "come?"

  • Complemento di mezzo: "per mezzo di cosa?"

  • Complemento di compagnia: "con chi?"

  • Complemento di causa: "per cosa? a causa di cosa?"

  • Complemento di fine: "per cosa? per quale scopo?"

  • Complemento di argomento: "su cosa?"

Analisi logica: un esempio

Concludiamo il nostro articolo proponendo una proposizione d'esempio per dare un'idea di come si deve procedere (anche graficamente) per effettuare l'analisi logica di una frase. Ovviamente il trucco per non incorrere in errori è quello di esercitarsi quanto più possibile.

Simone ha comprato un libro in libreria per Maria

Simone: soggetto
ha comprato: predicato verbale
un libro: complemento dell'oggetto
in libreria: complemento di stato in luogo
per Maria: complemento di causa

Adesso possedete tutti gli strumenti per effettuare l'analisi logica nel modo più corretto possibile.

LEGGI ANCHE: Il ruolo dell'articolo nella frase italiana


Federica Privitera

Autore: We Can Job. Per approfondimenti su formazione e lavoro visita il sito Wecanjob.it.

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