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A lanciare l'allarme il virologo Francesco Broccolo

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covid
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La seconda ondata di Coronavirus sta causando gravi disagi all’Italia. Il numero di contagi aumenta di giorno in giorno e gli ospedali stanno per arrivare al collasso. Se, infatti, in estate con le alte temperature sia i positivi erano ad un livello ridotto, con l’arrivo dell’autunno la situazione sta nuovamente cambiando. Non sono soltanto i dati relativi ai contagi a preoccupare, bensì anche la loro carica virale.

La carica virale del Covid-19

Il virologo Francesco Broccolo, docente dell’Università Milano Bicocca e direttore del laboratorio Cerba di Milano, a seguito di alcuni studi ha rilevato che la carica virale, ovvero il numero delle copie di materiale genetico del Covid-19 presenti in un millilitro di materiale biologico prelevato con il tampone, raggiunge livelli molto alti. Essi, in particolare, sarebbero superiori rispetto ai mesi scorsi.

Nell’80% dei casi positivi – ha spiegato Braccolo la carica virale è ormai superiore a un milione. Spesissimo la carica virale è anche più elevata, fino a miliardi in soggetti fra 30 e 60 anni asintomatici o sintomatici. Una carica virale molto alta è indice di una nuova infezione attiva. Essa indica cioè che l’infezione è recente e primaria, ossia che non persiste da mesi“.

Anche il dottor Carlo La Vecchia, ordinario di Epidemiologia all’Università degli studi di Milano, aveva lanciato l’allarme in merito ad una notevole carica virale contenuta negli tamponi effettuali su soggetti asintomatici, i quali potrebbero dunque essere fortemente contagiosi: “Ci sono soggetti – ha detto – che diffondono il virus molto più facilmente di altri, tenendo però presente che anche la “predisposizione” ad essere contagiati cambia. Misurare la carica virale su vasta scala richiede ancora tecnologie sofisticate e costose. In più la moltiplicazione delle molecole Rna del virus varia da soggetto a soggetto; ad esempio ci sono asintomatici con carica virale altissima“.