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Landini: crisi di governo incomprensibile, serve responsabilità

Red
·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 14 gen. (askanews) - Una crisi di governo "poco comprensibile", quella innescata dalle dimissioni dei due ministri di Italia Viva, che "non è ciò di cui ha bisogno il Paese". E' l'opinione del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, secondo cui sarebbe invece "necessario dare risposte ai problemi delle persone. Mi auguro che chiaramente e in modo molto esplicito il Governo, le forze politiche e il Parlamento facciano una discussione per andare avanti. E' il momento della responsabilità".

Secondo il leader sindacale è "singolare" dare l'ok al recovery plan "per aprire una discussione nel Paese con il Parlamento e le forze sociali", annunciando che si voterà anche lo scostamento di bilancio, e "contemporaneamente dimettersi dal Governo. Bisogna dare risposte e coinvolgere le parti sociali più di quello che è stato fatto fino ad ora su lavoro, salute, sicurezza".

E proprio sul recovery plan, Landini afferma che "non bisogna disperdere l'opportunità storica di fare finalmente quelle riforme e quei investimenti di cui il Paese ha bisogno da anni. Rispetto alle bozze circolate siamo di fronte a qualcosa di diverso che può essere un'utile base di confronto e discussione. C'è bisogno che si attivi il confronto con le parti sociali".

Landini ricorda che domani ci sarà un incontro con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, per discutere di ammortizzatori. In quella sede Cgil, Cisl e Uil ribadiranno la necessità di prorogare il blocco dei licenziamenti: "Non siamo fuori dall'emergenza pandemica e, quindi, bisogna discutere come si proroga il blocco. Poi, bisogna andare verso una riforma degli ammortizzatori sociali".

Il numero uno della confederazione di corso d'Italia sollecita inoltre "una grande riforma fiscale" con l'obiettivo di "una redistribuzione della ricchezza che è nelle mani di pochi" e di "ridurre la tassazione dell'Irpef su lavoratori dipendenti e pensionati". Mentre su Alitalia "troverei singolare stanziare da parte del Governo 3 miliardi di soldi pubblici per poi trovarsi di fronte a spezzatini o riduzioni. Quei soldi sono per costruire una società degna di questo nome che sia in grado non solo di spostare persone, ma anche di fare pubblicità al nostro Paese nel mondo. Bisogna pensarla anche come investimento nella filiera del turismo". (Vincenzo Sannino)