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Lane (Bce): recupero economia zona euro in prossimo anno o due

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Roma, 20 nov. (askanews) - "Rispetto al 2017 c'è stato un forte rallentamento, ma nell'eurozona non prevediamo recessioni. Il problema è che l'economia cresce meno velocemente di quanto sperassimo. È una dinamica deludente ma non negativa. Ci aspettiamo che ci saranno spinte per un recupero nel prossimo anno o due". E' quanto ha affermato Philip Lane, capo economista della Bce in un'intervista a Repubblica.

"L'Europa e il resto del mondo - ha aggiunto - potrebbero crescere a un ritmo molto lento. La questione è: siamo condannati a crescere all'1% l'anno? Il nostro stile di vita dipenderà molto da questo. Ma i governi, ed è un aspetto molto importante, hanno molte opportunità in questo contesto perché le loro scelte peseranno molto".

Secondo Lane "è riduttivo considerare solo il disavanzo. Sappiamo che per alcune scelte ci vogliono anni. L'atteggiamento del governo verso l'istruzione, le condizioni migliori per fare affari, il sistema giudiziario, il mercato del lavoro, il modo in cui si occupa dell'invecchiamento della popolazione. È lì che bisognerebbe concentrare molti più sforzi".

Lane ha quindi riferito che la Bce non ha esaurito gli strumenti di politica monetaria a sua disposizione. "Non siamo al limite: se c'è bisogno di fare di più, faremo di più. Però - ha precisato - se l'economia fosse più robusta, la situazione sarebbe meno difficile. Abbiamo parlato del ruolo delle riforme che possono spingere l'economia. Ma è anche ovvio che chi ha margini fiscali per farlo, soprattutto in un contesto di rallentamento della crescita, può fare di più anche attraverso politiche fiscali".

Per il capo econimista ci sono margini per negoziare il completamento dell'unione bancaria. "Penso ci siano margini per negoziare. Ci sono preoccupazioni fondate nella proposta tedesca, ma non vedo linee rosse. Ci sono i margini per trattare e per trovare un compromesso. I rischi si sono ridotti. I crediti inesigibili sono diminuiti. C'è una stabilità crescente in Europa, e le condizioni ora sono molto più propizie a un negoziato rispetto a qualche anno fa, quando i timori sui rischi erano molto maggiori", ha concluso Lane.