L'angolo del trader - 11/2/2013

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Premio al rischio e miglioramento delle prospettive economiche: il 2013 sembra l’anno delle azioni Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito pubblichiamo un’analisi sui mercati finanziari di Christophe Bernard, Chief Strategist del gruppo Vontobel. Per l’esperto il nuovo anno potrebbe essere quello vincente per gli investitori in azioni. Secondo Bernard , a giocare a favore di una rivalutazioni dei titoli azionari contribuisce il miglioramento delle prospettive economiche mondiali. Senza contare che nella stessa direzione va l’analisi fondamentale dei premi di rischio, oggi a favore delle azioni rispetto ai corporate bond. Il 2013 può diventare l’anno degli azionisti, i cui profitti negli ultimi anni non sono riusciti a eguagliare quelli dei sottoscrittori di debito societario. Per gli investitori azionari le probabilità di ottenere il loro posto alla tavola del banchetto sono notevolmente cresciute, dal momento che le prospettive dell’economia mondiale si stanno rasserenando. Questa rimane la nostra ipotesi centrale. Non contano i possibili venti contrari, come aumento delle tasse e cambiamenti sfavorevoli delle regolamentazioni decisi da governi in difficoltà di cassa: l’analisi fondamentale dei premi di rischio oggi favorisce gli investitori azionari rispetto ai sottoscrittori di corporate bonds, in ogni scenario salvo che in quello di un’altra recessione. Quando decidono di assumere rischi, gli investitori affrontano una scelta cruciale: esporsi verso una società come shareholder acquistando azioni, oppure come creditori sottoscrivendo un bond corporate. I creditori sono collocati a un livello più elevato della “catena alimentare”, anche se ciò si limita al rimborso del debito più il pagamento delle cedole periodiche. L’azionista ottiene invece dividendi variabili e, se tutto va secondo i piani, un aumento del valore di mercato del titolo. Forti profitti per i corporate bond dal 2007 I possessori di debito societario sono risultati netti vincitori dall’inizio della crisi finanziaria, nel 2007. In media, i guadagni di questa asset class hanno superato decisamente quelli relativi alle azioni, con una volatilità molto più contenuta. Poiché i prestiti bancari si sono fortemente ridotti dal 2008 in poi, le aziende sono state obbligate a pagare cedole relativamente elevate per rifinanziare il loro debito. Ciò si è tradotto in consistenti guadagni per i possessori di bond, mentre gli azionisti hanno dovuto accontentarsi di un posto in seconda fila. Molte società di diversi comparti, in particolare le banche, hanno dovuto tagliare i dividendi per conservare i loro cash flow. Negli ultimi 18 mesi la corsa dei rendimenti dei corporate bond ha bruscamente frenato dal 5% a circa il 3% e gli emittenti con rating più basso (tripla B e livelli inferiori) ne hanno beneficiato, dal momento che vendono debito a rendimenti nominali il cui livello hanno raggiunto un record al ribasso. Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) condizioni dell’economia sono migliorate in molte aree, nonostante i potenziali fattori critici come i problemi fiscali e debitori ancora irrisolti. L’economia Usa conferma la sua resilienza. Potrebbe acquistare velocità una volta completate le discussioni sul fiscal cliff e potrebbe sorprendere in positivo a partire dalla seconda metà dell’anno, sostenuta dal crescente boom degli investimenti nel settore energetico e dalla prosecuzione della ripresa del mercato edilizio interno. Le prospettive dell’economia nell’Eurozona si stanno quantomeno stabilizzando e gli ultimi indicatori hanno confermato un recupero dell’economia cinese. Il recente trend positivo dei mercati finanziari può proseguire grazie al sostegno delle banche centrali e all’andamento rassicurante degli utili aziendali. Tuttavia le azioni sono ipercomprate e il sentiment rialzista ha raggiunto livelli che storicamente hanno portato a un consolidamento. Noi abbiamo acquistato una protezione a breve termine per eventuali correzioni – un put warrant sull’indice S&P500 – a un prezzo ragionevole, senza incidere sulla sottostante struttura dei portafogli. Inoltre, abbiamo ulteriormente ridotto la nostra esposizione verso le obbligazioni governative considerate “porti sicuri”, diminuendo il peso dei Treasury Usa e accrescendo la nostra liquidità. Mentre gli investitori si stanno quasi azzuffando per collocare la loro liquidità dopo il forte rally nei mercati del credito e nei listini, noi abbiamo rafforzato la flessibilità accrescendo le posizioni liquide. Questo ci consentirà, in caso di correzioni o consolidamenti dei mercati, di aumentare l’esposizione verso i nostri temi preferiti, come edilizia Usa ed energie rinnovabili.

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