L'angolo del trader - 13/2/2013

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E’ guerra delle valute: continua la volatilità del mercato Forex Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito pubblichiamo un report a firma di John J. Hardy, Head (Other OTC: HEDYY - notizie) of Forex Strategy di Saxo Bank. Nella sua analisi l’esperto tratta di uno degli argomenti più d’attualità: la guerra delle valute. Il braccio di ferro tra le principali Banche centrali del mondo, fattore favorito dall’elezione di Abe a Primo Ministro del Giappone, ha riportato nelle ultime settimane la volatilità sul mercato dei cambi. Se Tokyo è stato il first mover in questa nuova sfida tra Banche centrali, nel prossimo futuro, magari già dal prossimo G20, sarà la risposta internazionale alla mossa del Giappone a guidare la volatilità del Forex. La volatilità è tornata nel mercato Forex per rimanerci – gli investimenti hanno infatti avuto un momento “Eureka”: in un mondo di valute legali non sostenute e di domanda debole, il vincitore è il paese che svaluta la sua moneta più degli altri. Con l'avvento in Giappone del partito liberaldemocratico lo scorso dicembre, è cominciata la guerra delle valute – possiamo permetterci di rimanere fuori? Dopo lo scoppio spettacolare della fine del 2008, la volatilità del mercato delle valute è tornata lentamente su livelli più normali, con singhiozzi temporanei nel corso del 2009-2011. Poi, nel 2012, è totalmente scomparsa, tanto che, verso la fine dell'anno, i trading range sono tornati a livelli mai visti dai giorni della bolla del credito del 2006-07. In alcuni casi, come su GBPUSD e USDCAD, i trading range sono stati vicini o hanno toccato i loro minimi di decenni. Gli analisti si sono messi in fila per spiegare la bassa volatilità come il risultato della scomparsa degli spread sui tassi di interesse, con la valuta con le rendite più alte del G10, il dollaro australiano, che presentava un tasso overnight di appena 3%. Con il passare del tempo, anche le banche centrali dei mercati emergenti hanno iniziato a tagliare i tassi per spingere le economie domestiche. Nel frattempo, le banche centrali hanno eliminato tutti i rischi sistemici fornendo liquidità senza sosta, con l’obiettivo di impedire qualunque tipo di risvolto negativo per i mercati. A metà di novembre dello scorso anno, è arrivato l’annuncio delle imminenti elezioni in Giappone, che hanno improvvisamente acceso i riflettori sul candidato dell’opposizione LDP e sulle sue idee da “testa calda” sull’indebolimento di JPY, mascherato sotto forma di sforzo per “battere la deflazione”. Da quel momento, e dal momento in cui Abe è salito al govero, lo yen si è indebolito del 27% contro dollaro e del 20% contro Euro in meno di tre mesi. Nel frattempo, la BCE (Toronto: BCE.TO - notizie) ha lasciato il suo bilancio sotto il controllo delle banche, che si sono avvantaggiate del suo sostegno per restituire anticipatamente alcune delle immissioni di liquidità di emergenza. Questo ha portato l’Euro a spingersi su livelli altissimi all’inizio dell’anno. Altrove, la sterlina sta sprofondando nell’abisso, in prospettiva dell’arrivo del nuovo governatore della BoE, con possibili nuovi disordini monetari quest’estate. Anche AUD e CAD (Milano: CAD.MI - notizie) si stanno infiammando. Ma questo è solo l’inizio – ci saranno moltissime azioni nel campo delle valute quest’anno. Il Giappone è stato il first mover con la sua promozione aperta della politica valutaria a materia di importanza vitale per lo stato. Abbastanza comprensibile – ma in un’economia globale, in particolare in una assediata da domanda debole ed eccesso di capacità, la mossa è anche un atto di aggressione economica internazionale che avrà delle ripercussioni. La guerra globale delle valute è iniziata. Ci sono due fattori chiave che possono guidare il rischio di volatilità su FX da qui in poi. Primo, la sua politicizzazione da parte delle banche centrali – che appare già dietro le quinte in Giappone, ma è in arrivo in un paese molto più vicino: la Bank of England potrebbe essere la prossima, in qualunque momento dopo l’arrivo di Carney, se egli implementerà nuovi sforzi radicali per aiutare il Regno Unito a raggiungere la “velocità di fuga”. La politicizzazione arriva con l’ammissione che le banche esercitano un potere eccessivo sulla valuta e sull’economia di una nazione, potere che i governi nazionali preferirebbero avere per sé, dal momento che la popolazione votante richiede miglioramenti e affidabilità da parte dei propri leader. L’elemento più specifico nel lungo termine sarà la risposta internazionale alla mossa del Giappone. Allacciate le cinture e guardate aumentare la volatilità e le incredibili oscillazioni sul mercato delle valute da questo momento in poi. Il mercato si sta muovendo verso un nuovo paradigma, quello guidato dalle implicazioni della guerra delle valute, in cui, nazione dopo nazione, tutti si cercano avere la mano più in alto degli altri nella lotta nel fango della svalutazione competitiva. Tutte le valute possono rimetterci sul lungo periodo, a vantaggio di una sola – l’oro. Ma sarà il percorso il vero spettacolo.

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