L'angolo del trader - 2/1/2013

Come di consueto il Centre for economic and business research (Cebr), tra i maggiori thinktank britannici, ha elaborato a inizio anno un elenco contenente dieci previsioni circa quello che potrebbe accadere nel corso dei prossimi 12 mesi. Non può mancare un riferimento alle previsioni che erano state formulate lo scorso anno, tra cui spiccava l'elevata probabilità dell'uscita di almeno un paese dall'euro, primo passo verso una disgregazione dell'area euro che il Cebr vedeva probabile al 99% nell'arco del decennio. "Abbiamo sbagliato sull'Euro che ha barcollato - ammette il Cebr - ma nessun Paese ha lasciato l'euro e l'entità del piano di salvataggio delle banche europee è risultata in effetti molto inferiore di quanto temuto". Tuttavia, prosegue il thinktank britannico, la crisi dell'euro è ancora irrisolta e molte domande rimangono ancora circa la sostenibilità della moneta unica se si guarda alle divergenze fondamentali tra i paesi membri. Il Cebr pertanto ritiene l'euro ancora la più grande incognita per l'economia globale. Passando al "Top ten predictions for 2013", tra le voci di maggiore interesse c'è indubbiamente l'accordo fiscale negli Stati Uniti, il Cebr ritiene che si perverrà a una riduzione del disavanzo ipotizzando che Congresso e la Casa Bianca converranno per un taglio del deficit di circa l'1% all'anno suddiviso in aumenti delle tasse per un terzo e il resto in tagli alla spesa pubblica. Tornando al Vecchio continente, il Cebr ritiene che questo potrebbe essere l'anno in cui la divisione tra il Regno Unito e gli altri Stati membri dell'UE potrebbe scaturire in qualcosa di politicamente serio. Sembra un matrimonio in cui l'amore è andato e stanno cominciando a cercare di dormire ai lati del letto. E la prospettiva di un'uscita della Gran Bretagna dall'euro potrebbe innescare la rottura dell'euro. Un’altra previsione riguarda l’Asia. Dopo il rallentamento del 2012 il continente asiatico dovrebbe riprendere a trainare la crescita globale. Dal momento che la successione politica è stata risolto in Cina, ora Pechino sta spingendo le leve a favore della crescita economica. Rimangono i problemi strutturali a lungo termine, ma questi possono essere superati nel 2013 dalla domanda supplementare proveniente dalla Cina. E anche dal Giappone con il nuovo governo aggressivo intento a pervenire alla reflazione prima di tutto.

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