L'angolo del trader - 20/2/2012

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Da inizio 2012 la tendenza del mercato dei cambi è agli antipodi rispetto al secondo semestre 2011: le valute che hanno più sofferto a fine 2011 registrano oggi le migliori performance. E’ la visione sul mercato dei cambi che emerge da uno studio redatto da Emmanuel Kragen (Global Economist & Strategist di Exane Derivatives). Di seguito ne pubblichiamo alcuni passaggi. Mercato valutario: quali le caratteristiche attuali? Il miglioramento del rischio, osservato da inizio 2012 é stato propizio alle valute "materie prime" (AUD, NOK, CAD (Milano: CAD.MI - notizie) , NZD), alle valute cicliche (SEK) e a quelle emergenti utilizzate nell' implementazione delle strategie di carry trade, cioé quelle valute che si caratterizzano per un beta particolarmente elevato. La riduzione del rischio, o almeno della sua percezione, è principalmente riconducibile all'abbondante liquidità presente sui mercati. Le azioni delle banche centrali hanno, in particolare, ripristinato la fiducia dei mercati, stabilizzato i prezzi degli asset e anticipato la crescita. A tali risultati ha contribuito la decisione della FED di mantenere i tassi a zero sino a fine 2014 non escludendo un ulteriore quantitative easing nonché il comportamento della BCE che ha ammorbidito le regole sui collateral necessari per ottenere finanziamento a lungo termine. Alla riduzione dell’avversione per il rischio hanno, inoltre, concorso i progressi compiuti sul piano di salvataggio greco e la pubblicazione di dati macro al di sopra delle attese sia in Cina che negli Usa. Sebbene il contesto sia migliorato, permangono tuttavia alcuni elementi di rischio che potrebbero dar luogo ad una fase di sell off. Al riguardo basti pensare che i dati macro Usa potrebbero, infatti, riservare cattive sorprese e che i dati cinesi per la prima volta non sono rosei. E l'Europa, area in cui le politiche di austerità dei diversi paesi rappresentano un elemento di incertezza, potrebbe finire nuovamente sotto le scure delle agenzie di rating. Quali le prospettive sull'Euro? Dato che la visibilità sul cross EURUSD continua a rimare bassa, ci sembra opportuno mantenere la forchetta a 1.25 – 1.45 a orizzonte a 12 mesi. Un range ampio ma coerente con la volatilità che da sempre caratterizza il cambio Euro- Dollaro. Nei (SNP: ^NEIY - notizie) prossimi mesi, la crisi greca e le incertezze sull’accordo FMI/UE potrebbero determinare un ribasso dell’Euro. Ma paradossalmente, nel medio-lungo termine l’Euro potrebbe beneficiare dell’uscita dalla moneta unica di quei paesi che si trovano in cattive condizioni. Nel breve termine tuttavia, un simile evento indebolirebbe l’Euro che potrebbe anche attestarsi a 1.25. Determinare il cross EURUSD non é un'operazione semplice. I modelli di lungo termine basati sulla parità del potere di acquisto, che hanno un basso valore operativo, indicano che l'equilibrio EURUSD si attesta a 1.15 - 1.20. Mentre imodelli comportamentali, basati sulle posizioni esterne nette, sull'andamento dei cambi e sugli scarti di produttività mostrano che sul breve termine il livello di equilibrio del cross sia 1.45 - 1.50. Infine i driver di breve termine storici, cioé la relazione tra le politiche di bilancio di FED e BCE, indicano un equilibrio verso 1.30. Tuttavia la dinamica relativa al bilancio della banca centrale americana ed europea non sembra più fornire un segnale pertinente. E un incremento più rapido del bilancio della BCE sarebbe addirittura favorevole all’Euro in quanto rappresenterebbe un segnale di un maggiore impegno a risolvere la crisi del debito pubblico europeo Il contesto attuale rende, dunque, pericolose le posizioni short sull’Euro in quanto la moneta unica potrebbe rimbalzare in maniera significativa in caso di buone notizie provenienti dalla Grecia.

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