L'angolo del trader - 28/1/2013

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I covered bond vincono la sfida del rendimento nel reddito fisso Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito pubblichiamo un’analisi di Torsten Strohrmann, gestore obbligazionario di DWS, divisione del risparmio gestito del gruppo Deutsche Bank (Xetra: 514000 - notizie) , circa l’appeal delle obbligazioni societarie. Per l’esperto i Covered Bond sono avanti nella sfida dei rendimenti in quanto offrono il vantaggio di essere collateralizzati, il che significa che l’emittente risponde sia per il proprio titolo che per un pool di attività collaterali a garanzia di tutti gli investitori. La domanda di investimenti sicuri è alta. La crisi finanziaria ha allarmato e messo in stato di shock le autorità finanziarie, le quali per un effetto domino hanno messo in sicurezza il sistema cedendo asset rischiosi e sostituendoli con i cosiddetti “porti sicuri”. È cresciuta così un’immensa domanda per i titoli AAA, escluse le Asset Backed Securities (ABS) o le Mortgage Backed Securities (MBS). Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) banche e gli altri operatori del mercato hanno acquisito titoli di stato AAA persino con un rendimento dello 0%, in alcuni casi anche negativo, non perché pensassero di concludere un affare, ma solo per allontanare l’immagine di chi fosse compromesso con acquisti rischiosi. Inoltre le banche chiedevano più attività di qualità elevata che fungessero da garanzia di finanziamenti e derivati. Le stesse compagnie di assicurazione hanno ora difficoltà a trovare asset di alta qualità per i loro prodotti assicurativi Vita. Il debito sovrano ha perso la sua aurea di invincibilità, come la situazione greca ha ampiamente dimostrato. I rendimenti dei titoli di Stato dell’Europa periferica sono compresi tra il 3 e il 6% per le scadenze di 5 anni, a fronte dello 0,4 a 0,9% dei titoli dell’Europa Centrale. Del resto il caso greco insegna che, quando non c’è via di scampo per le svalutazioni dei titoli su cui incombe il rischio di default, semplicemente non esiste nessuna procedura di fallimento per le obbligazioni sovrane. Le obbligazioni societarie al contrario seguono procedure concorsuali chiare, che consentono agli investitori di reclamare la restituzione del capitale come qualunque altro creditore con pari diritti. I rispettivi rendimenti sono ancora molto alti, e gli indici di mercato (come il BarclaysEuro Aggregate Corporates) indicano un rendimento possibile tra il 2 e il 2,5%. Quando le obbligazioni con rating BBB sono negoziate in un range di rendimento vicino al tasso di inflazione, ci avviciniamo a un livello non più sostenibile. Ma sembra che ci sia un tale mix di paura e di abbondanza di liquidità che qualunque cosa, purchè certa, viene acquistata, spingendo al ribasso i rendimenti, molto spesso al di sotto dell'1%. I Covered Bond sono avanti nella sfida dei rendimenti. Offrono il vantaggio di essere “collateralizzati”, il che significa che l’emittente risponde sia per il proprio titolo che per un pool di attività collaterali a garanzia di tutti gli investitori. Se l'emittente sta per fallire, il regolamento assicura che gli investitori prelevino sia l'interesse che il rimborso delle obbligazioni da questo collaterale di garanzia. I rendimenti sono tuttavia bassi, intorno al 2 - 2,5% anche se andrebbe considerata la performance dei titoli azionari, che spinge il rendimento ad un livello ben elevato rispetto a quello dei titoli di Stato o delle obbligazioni societarie (si veda la Tabella seguente). I rendimenti dei covered bond sono attualmente più elevati nonostante il ranking dei prodotti sia migliore, e sono quindi destinati a scendere. Come sappiamo, se i rendimenti scendono i prezzi salgono, da cui dovrebbe conseguire il rendimento di un ulteriore 1-2% annuo. Per sfuggire al contesto di bassi tassi di interesse è fondamentale una selezione accurata in quanto non tutto è prezzato a livelli ragionevoli. Le banche centrali prevedono che l'inflazione rimarrà invariata nel prossimo periodo come il tasso sulle operazioni pronti contro termine, per cui i tassi di interesse reali – rendimenti al netto dell’inflazione – non dovrebbero esserne influenzati. Con rendimenti inferiori al tasso di inflazione, i tassi di interesse reali si rivelano spesso negativi, a meno di non riuscire nella difficile arte di bilanciare un maggior rendimento con un rischio misurato.

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