L'angolo del trader - 3/1/2013

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Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) dinamiche dei flussi di investimento nell’anno passato sono state spesso guidate dalla paura. Il che ha reso ragionevole accettare rendimenti negativi in cambio di sicurezza. Il caso dei titoli di Stato tedeschi ne è un chiaro esempio. Almeno fino a metà anno l’interruttore dei mercati ha alternato fasi di risk-off e risk-on, rendendo difficile e rischioso scegliere dove indirizzare il proprio denaro. Lo scenario è migliorato a partire dai mesi estivi. Per l’Europa, il focolaio principale delle tensioni, è stata decisiva la posizione assunta dalla Banca centrale europea. Alla fine i mercati finanziari si sono permessi addirittura il lusso di un piccolo rally di fine anno. Un bilancio complessivo dell’azionario europeo per il 2012 segna un rialzo finale in doppia cifra, +13% circa. Difficilmente pronosticabile a inizio anno. Insieme con l’azionario sono state premiate anche le obbligazioni corporate. L’indice europeo dei bond societari è salito di circa 12 punti percentuali nel corso dell’anno e molte aziende sono tornate a chiedere denaro in prestito ai risparmiatori piuttosto che bussare alla porta delle banche. Secondo Didier Le Menestrel, presidente di Financiere de l’Echiquier siamo in presenza di un mutamento di condizioni: “L’impatto del consolidamento delle norme prudenziali diminuisce la capacità delle banche di erogare credito. Le società – nota Le Menestrel – si sono logicamente orientate al mercato obbligazionario per finanziarsi. Danone (Parigi: FR0000120644 - notizie) , per esempio, è riuscita recentemente a ottenere 500 milioni di euro a 5 anno a un tasso di poco superiore all’1% mentre Basf ha portato a casa il bel risultato di un miliardo di euro al 2% su 10 ani. Gli acquirenti sono fondi obbligazionari, banchieri privati o anche alcuni soggetti privati che preferiscono prestare i propri risparmi a società di buona qualità anzichè lasciarsi dormire sui mercati monetari. Nel momento in cui nella mente dei risparmiatori si insinua il dubbio sulla solidità delle banche e la capacità degli Stati di rimborsare il debito ecco che i mercati, totalmente screditati dopo la crisi finanziaria, ritrovano un ruolo essenziale: fare da trait d’union tra chi finanzia e coloro che chiedono un prestito. Il mercato delle obbligazioni corporate è oggi in piena mutazione in Francia e in Europa e, con i bilanci delle banche che crollano sempre più, recupera gradualmente il ritardo accumulato rispetto a quello statunitense che finanzia invece più dei 2/3 del fabbisogno delle aziende. La scelta delle obbligazioni su cui investire si amplia sempre più con grande soddisfazione degli investitori in corporate bond che ritrovano “il potere di dire sì” al finanziamento dei migliori progetti”.

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