L'angolo del trader - 5/2/2013

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Pubblichiamo di seguito l’outlook macroeconomico di Aivaras Abromavicius, partner e membro del team di gestione di East Capital, società di gestione indipendente, specializzata e leader nei mercati finanziari dell’Est Europa e Cina Sulla scorta di un miglioramento nel quadro macroeconomico globale gli investitori torneranno a guardare più da vicino i fondamentali di mercato alla ricerca di rendimento, perché in questo contesto esistono aziende che stanno comunque facendo decisamente bene. Il 2012 è stato un anno in generale buono per l’Est Europa dove ci sono state comunque grosse differenze (agli opposti Ucraina -35% e Turchia +61%). I temi per cui restiamo positivi sui mercati della regione est-europea, sebbene la crescita mondiale sia solo in lenta ripresa, sono: è iniziata la rotazione dalle obbligazioni alle azioni; fondamentali dell’equity attraenti in generali; stimoli a vantaggio dell’equity e in particolare nei mercati emergenti; la Russia può sorprendere in positivo; un rinnovato interesse nelle zone più di frontiera. In Russia guardiamo con attenzione al fenomeno dei dividendi, che sono distribuiti in maniera sempre maggior agli investitori, mentre prima il cash-flow veniva per lo più tenuto all’interno delle Società e questo rende questi titoli, specialmente quelli di aziende a partecipazione statale, più appetibili dati i gradi livelli di cash che detengono. Un altro tema costantemente di interesse per noi sono i consumi. Il livello di indebitamento del cittadino russo è molto basso, il reddito medio è aumentato di otto volte dal 2000 e la crescita dei salari continua a essere a doppia cifra: tre fattori che danno una perfetta indicazione. Il modo più liquido per avere accesso a tutto questo in maniera omnicomprensiva è ad oggi Sberbank (Other OTC: SBRCY - notizie) . Nell’autunno dello scorso anno ha immesso sul mercato, attraverso una SPO, 5.2 miliardi di USD in azioni comprate da investitori internazionali in un giorno solo di contrattazioni. Questo perché, con una crescita maggiore dei competitor, il titolo scambia a sconto del 20-25% sui medesimi. Oltre a tutto questo le valutazioni del mercato, in termini di P/E e P/B, rimangono le più attraenti fra tutte le aree emergenti. In definitiva riteniamo che la Russia sia stata trascurata sebbene siano evidenti alcuni sviluppi decisamente positivi come l’accesso al WTO dell’estate scorsa, i risultati aziendali che, ad esempio nel terzo trimestre del 2012 sono stati in linea o superiori alle aspettative, e un crescita del PIL sostenuta e stabile con bassi livelli di inflazione. La Turchia è stata il secondo miglior mercato al mondo nel 2012 (61% in USD) quindi prevederne la parabola nel 2013 non è facile, soprattutto perché anche l’inizio di gennaio è stato ancora decisamente positivo. I flussi di capitale rimangono cruciali, e l’ottenimento dell’investment grade ne ha favorito il processo. Come abbiamo visto i dati macroeconomici sono in miglioramento. Halkbank è un investimento strategico nel nostro portafoglio perché crediamo che abbia un business ben allineato con le caratteristiche di crescita del Paese. Teniamo un atteggiamento di cautela sull’Europa centrale e quindi Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria. I corsi delle azioni polacche restano cari e i rendimenti per azione sono scesi drasticamente. In Ungheria l’economia rimane debole e la guida politica è quantomeno imprevedibile; rimane la scommessa ad alto beta nell’area centrale. Nel mercato ceco, forse il più difensivo nella regione le aziende elargiscono sostanziosi dividendi. Nelle frontiere finanziarie dell’area crediamo che si possa riaccendere l’interesse. Nei Balcani stanno affluendo investimenti , i mercati stanno performando el’inizio d’anno della Romania ne è un esempio, In Ucraina dopo un pessimo 2012 si può pensare di comprare mentre in Asia centrale si vedono finalmente segni di miglioramento sul piano della corporate governance, soprattutto in Kazakhstan. L’idea di fondo per i nostri portafogli nel 2013 è quella di tenere un forte focus sui temi della crescita domestica con un forte sovrappeso in Russia e un sottopeso leggero in Turchia e più marcato in Europa centrale. Balcani e Baltico, liquidità permettendo, rimarranno sovra-ponderati e nei paesi CSI si torna a comprare su base molto selettiva

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