L'angolo del trader - 6/2/2013

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Il centro del mondo non sarà la Cina per Rajiv Jain, portfolio manager e capo dell’International equity team di Vontobel. Nel grande gigante con i piedi di argilla ci sono dei rischi nascosti secondo lo strategist che invita a non farsi prendere da strabismo e guardare al futuro unicamente con occhi a mandorla. Settore bancario e immobiliare sono quelli più a rischio ma in generale i margini delle aziende cinesi si stanno restringendo (cresce il costo del lavoro) mentre i mercati di esportazione sono essi stessi in crisi e il pensiero in questo caso corre alla Vecchia Europa. Per trovare le opportunità migliori al di là della Grande Muraglia bisogna partire dai consumi. In generale questa regola è valida per i mercati emergenti. La penetrazione dei consumi di base è ancora ben lontana dai livelli Occidentali. Per esempio in India, Indonesia e Cina la spesa per prodotti di igiene orale è ancora un decimo di quella di un cittadino americano. Il livello dei consumi in India non raggiunge ancora i livelli che gli Stati Uniti avevano nel 1920. Ma chi meglio potrebbe sfruttare la fame di consumi dei Paesi emergenti? Rajiv Jain va alla ricerca di società in grado di conservare dei buoni tassi di crescita anche in uno scenario di economia globale lenta, ossia lo scenario centrale che ci aspetterebbe nel prossimo futuro. Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) caratteristiche per individuarle sono l’avere un forte cash flow, la capacità di identificare e sviluppare nuovi settori d’affari, la prevedibilità e dunque un certo grado di stabilità dei margini. Aziende di questo tipo si trovano nel settore del tabacco, dei consumi di base, nel comparto farmaceutico. Tra i nomi di spicco del portafoglio di qualità di Jain figurano British American Tobacco (Londra: BATS.L - notizie) , Coca Cola (NYSE: KO - notizie) , Philip Morris, Unilever (NYSE: UL - notizie) , SabMiller (Londra: SAB.L - notizie) , Wal Mart (NYSE: WMT - notizie) , Nestlè. Figurano, a sorpresa, anche grandi banche come Citigroup (NYSE: C - notizie) , JpMorgan Chase, la svizzera Ubs (Xetra: UB0BL6 - notizie) , Hsbc (Londra: HSBA.L - notizie) , nonché Visa (NYSE: V - notizie) e MasterCard. Il riavvicinamento alle banche, in particolare alle grandi istituzioni americane è frutto del lavoro di pulizia che è stato effettuato negli ultimi anni. L’Europa sotto questo aspetto è molto più indietro. “Siamo entrati sul settore bancario americano per la prima volta lo scorso anno”, chiarisce Jain che si tiene invece ben lontano dalle banche cinesi. C’è un problema grosso in Cina nel settore bancario. Gli stimoli alla crescita degli ultimi anni sono stati elargiti a piene mani dalle banche e spesso senza il passaggio per canali ufficiali. “Il problema dello shadow banking in Cina è molto rilevante” come è rilevante “l’aumento del delinquency rate”. Da una parte sono stati creati prodotti di investimento che gli investitori del Paese hanno acquistato come garantiti ma che in realtà garantiti non sono, dall’altro si avvicina il momento in cui i finanziamenti erogati dal settore, spesso senza troppo andare per il sottile nella selezione, dovranno essere ripagati. Un cortocircuito che vedrà le banche impegnate a onorare i contratti con gli investitori anche in caso di mancato rientro dei propri investimenti. Non è ammissibile, in Cina, veder crescere il malcontento dei cittadini, saranno le banche a dovervi fare fronte.

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