L'angolo del trader - 7/2/2013

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Dilemma del deficit: battaglie di bilancio nel mondo sviluppato in vista In Europa e negli Stati Uniti i politici sono impegnati su due fronti: ridurre i disavanzi di bilancio e, al contempo, stimolare la crescita. Il tema è ancor più importante per le sorti del mercato se si considera l’imminente vertice di Bruxelles sul bilancio dell'Unione Europea e il dibattito in atto sul deficit americano. Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito pubblichiamo l’analisi dei problemi di bilancio delle principali economie mondiali e i possibili riflessi sull'andamento dei mercati elaborata dagli esperti di Natixis Global Asset Management, con un focus particolare dedicato alla situazione del Vecchio Continente. In Europa e negli Stati Uniti i politici sono impegnati su due fronti: ridurre i disavanzi di bilancio e, al contempo, stimolare la crescita. Sarà possibile individuare un punto di equilibrio tra queste due necessità? Di seguito pubblichiamo Secondo il Fondo Monetario Internazionale nel 2013 l'economia americana potrebbe crescere di circa il 2%, il Giappone e la Gran Bretagna dell'1%, mentre nell’Eurozona la crescita sarà probabilmente prossima allo zero. È in questo cupo scenario che i politici di gran parte del mondo sviluppato si trovano impegnati a ridurre il disavanzo pubblico, cercando al contempo di non provocare un crollo vertiginoso delle proprie economie reali. Alcuni esperti in investimenti del gruppo Natixis Global Asset Management analizzano il “dilemma del deficit” e in che modo questo possa condizionare i mercati. Il Congresso statunitense sarà in grado di sancire riforme e importanti riduzioni della spesa pubblica prima del 1° marzo 2013, data in cui sono previsti tagli automatici per 110 miliardi di dollari alla spesa stessa come previsto dal cosiddetto "fiscal cliff"? Quale potrebbe essere l'impatto sui prezzi azionari? Con un tasso di disoccupazione intorno all'11,8%, l'Eurozona potrebbe avere dei ripensamenti circa le misure aggressive adottate per risanare i bilanci? Gli inglesi, fino ad ora restii all'implementazione di misure di austerity, troveranno modalità adeguate per stimolare la crescita nel 2013? Philippe Waechter, Chief Economist di Natixis Asset Management, evidenzia come non è un segreto il fatto che molti governi dell'Eurozona debbano affrontare enormi deficit di bilancio. Per ridurre questi squilibri, Waechter sottolinea come tali governi si siano impegnati ad attuare notevoli tagli di spesa. Ad esempio, in Francia il disavanzo di bilancio dovrebbe scendere dal 4,5% del PIL nel 2012 al 3% nel 2013. "Ridurre il deficit di bilancio equivale ad aumentare i risparmi. Nel caso della Francia, la riduzione del deficit di bilancio comporterà un aumento dei risparmi per il governo. Per ottenere questo, il governo può ridurre la spesa e/o aumentare le tasse a carico delle famiglie e delle imprese" sostiene Waechter. La scelta del governo si ripercuoterà sulle mosse successive per affrontare la crisi. "La domanda non verrà dal settore privato. Né verrà dall’esterno, e quindi non verrà nemmeno dal governo" aggiunge il gestore. Pertanto, l’esperto avverte che la prosecuzione di tale processo di riduzione della spesa potrebbe aggravare ulteriormente la crisi in Francia. Per far ripartire il paese e l'area in cui si trova, Waechter ritiene che sia necessario limitare l’impatto di breve termine della stretta sui conti pubblici e concentrarsi su riforme strutturali di lungo termine. "Nessuno dice che le finanze pubbliche debbano per forza essere perennemente in deficit. Ma quando un'economia è debole, non è probabilmente il momento migliore per implementare tagli drastici. Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) politiche di austerità sono efficienti in un periodo di forte crescita, come dimostrato dall'amministrazione Clinton alla fine degli anni Novanta. Ma tendono a non funzionare nei periodi di crisi" sostiene Waechter. Waechter ritiene che i governi europei dovranno rivedere molto presto le proprie posizioni sulle politiche di austerity, poiché l'Eurozona non riesce ad uscire dalla crisi e sta affrontando tassi di disoccupazione storicamente elevati. Inoltre, Waechter fa notare come, alla fine del terzo trimestre del 2012, la domanda privata interna (consumi delle famiglie, investimenti privati e immobiliari) nell’area Euro era ancora inferiore di oltre il 5% rispetto al primo semestre 2008. Nel Regno Unito, il governo Cameron ha applicato un programma di austerità, e anche questa economia si trova tuttora in crisi. Secondo Cameron, la logica alla base del programma è che, se il governo si impegna in una direzione specifica per le finanze pubbliche e rispetta tale linea, la fiducia delle famiglie e delle imprese è destinata ad aumentare. Tale politica dovrebbe indurre i consumatori e le imprese a risparmiare meno e spendere di più, favorendo la crescita. Tuttavia, alla fine del terzo trimestre del 2012, i consumi delle famiglie nel Regno Unito erano ancora inferiori del 3,4% rispetto a quelli del primo semestre del 2008, mentre gli investimenti aziendali erano inferiori del 16%. A meno che il Regno Unito non modifichi le proprie politiche, Waechter non prevede alcuna ripresa della crescita in tempi brevi. Waechter ritiene che anche il poco slancio del commercio mondiale contribuisca a rallentare la crescita. "In passato, il commercio mondiale era in grado di dare una forte spinta, che poteva cambiare la direzione dell'attività economica globale. Oggi non è più così" sostiene Waechter.

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