L'angolo del trader - 8/1/2013

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Trimestrali Usa: stime sugli utili appesantite da incertezza fiscale Negli Stati Uniti si apre oggi la stagione delle trimestrali. Dopo la chiusura dei mercati l’esordio sarà come da tradizione di Alcoa (NYSE: AA - notizie) . Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) stime di consensus elaborate da Bloomberg prevedono, per il produttore di alluminio, un utile per azione a 0,06 dollari nel quarto trimestre 2012. Bisognerà tuttavia aspettare la prossima settimana per la discesa in campo dei big dell’economia e della finanza Usa. Il nuovo tema che guiderà l’andamento dei mercati azionari è collegato anche alla vicenda del debito americano e del fiscal cliff. Gli analisti si chiedono che effetto può avere sulla performance delle società l’incertezza legata all’approvazione di un accordo per evitare il baratro fiscale. L’accordo è stato raggiunto solo pochi giorni fa e subito è stato giudicato insufficiente da Moody’s e dal Fondo monetario internazionale. “Se non saranno adottate ulteriori misure per ridurre il deficit – ha dichiarato l’agenzia di rating – il giudizio sugli Stati Uniti potrebbe risentirne negativamente”. Il portavoce dell’Fmi Gerry Rice ha invece sottolineato che “Resta ancora tanto da fare per portare i conti degli Stati Uniti su un sentiero sostenibile senza danneggiare la fragile ripresa”. Anche Adrian Brass, gestore dell’FF America Fund di Fidelity Worldwide Investment si schiera sulle posizioni del Fondo: “Il provvedimento è un compromesso che procrastina di qualche mese la soluzione delle questioni più sostanziali e politicamente controverse. Pur avendo la maggior parte degli aumenti delle tasse che erano previsti per il primo gennaio, attraverso l’innalzamento delle aliquote per i contribuenti ad alto reddito, gli inevitabili tagli alla spesa pubblica sono stati solamente rimandati”. “Presto l’acceso scontro tra Democratici e Repubblicani tornerà a occupare le prime pagine dei giornali” aggiunge Richard Lewis, direttore investimenti azionario globale di Fidelity. Anche perché “dai mercati non sono giunte finora pressioni sui due partiti” che possano spingerli a un maggiore impegno nel trovare una soluzione stabile e comune. “Gli inevitabili tagli alla spesa pubblica sono stati solo rimandati – riprende Brass. Al contempo la legislazione introduce il più alto aumento della spesa pubblica nei prossimi mesi e ciò avrà plausibilmente un effetto negativo sull’espansione economica e sulla crescita degli utili negli Stati Uniti nel 2013”. Un pensiero che si riflette nel taglio delle stime sugli utili per la prima metà dell’anno in corso. Secondo i dati di FactSet, dalla fine del terzo trimestre gli analisti hanno ridotto le aspettative sugli utili al 2,5% medio dal 5,3% precedente per il primo trimestre e dal 9,1% al 6,7% per il secondo trimestre. Anche le attese sugli utili dell’ultimo trimestre 2012 sono state più volte riviste al ribasso. Si attestano ora al 2,1% dal 2,7% di fine settembre.

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