L'angolo del trader - 8/2/2013

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Obbligazioni high yield: è ora di essere selettivi Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito pubblichiamo un’analisi a cura di James Tomlins, gestore M&G European High Yield Bond, sul mercato obbligazionario ad alto rendimento. L’esperto evidenzia come nel 2013 questa asset class potrebbe offrire una performance compresa fra il 7% e il 9%. Tuttavia il ritorno degli investimenti, oggi più che mai, passa anche dall’abilità del gestore di selezionare i titoli migliori. E’ l’attuale scenario fatto di “guerra delle valute” ed intervento massiccio delle Banche centrali invita ora più che mai alla necessità di essere selettivi nelle proprie scelte di investimento. Di recente il nostro giudizio sul mercato high yield si è fatto più sfumato. Nel 2013 l’asset class potrebbe offrire una performance compresa fra il 7% e il 9%, mentre la possibilità di guadagni più cospicui sembra meno scontata nel contesto attuale. Non bisogna però trascurare un aspetto importante, vale a dire l’opportunità offerta oggi dalle anomalie di prezzo. Per usare un termine tecnico, la dispersione degli spread all’interno del mercato è particolarmente elevata. Che cosa intendiamo con questo? Ecco un’istantanea del mercato delle obbligazioni high yield europee nel 2007, che mette in relazione rating e spread. All’aumentare del rischio di credito, aumentava progressivamente anche il premio di rischio. La curva presentava pertanto una leggera inclinazione verso l’alto. Il mercato era piuttosto efficiente e la dispersione degli spread nell’ambito di una determinata categoria di rating era abbastanza contenuta. Confrontiamo ora quest’immagine con il panorama odierno: non soltanto il premio di rischio medio è decisamente più alto rispetto al 2007, ma – soprattutto – l’intervallo di spread in ogni categoria di rating è molto più ampio. Come sfruttare quest’evidente anomalia? Chi è in grado di valutare correttamente il rischio di credito a prescindere dal giudizio delle agenzie di rating, può puntare sui bond che appaiono prezzati in maniera non corretta. Un’accurata selezione dei titoli può rivelarsi molto premiante. Supponiamo di acquistare l’obbligazione X a uno spread di 750 punti base e di vendere l’obbligazione Y a 250 punti base: c’è una differenza di 500 punti base. Mettiamo che col tempo questa differenza si azzeri e i due titoli convergano verso uno spread di 500 punti base, con una duration di 5 anni. Quest’operazione di relative pricing frutterebbe una performance del 25%, in quanto otterremmo una plusvalenza del 12,5% sull’obbligazione X ed eviteremmo una minusvalenza del 12,5% sull’obbligazione Y. Se un gestore attivo riesce a cogliere anche solo una piccola parte di queste opportunità, i rendimenti del portafoglio possono aumentare notevolmente. È proprio ora di essere selettivi!

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