L'angolo del trader - 9/1/2013

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003160.KS12.000,00-50,00

Le (Parigi: FR0000072399 - notizie) banche centrali anche nel 2013 saranno gli aghi della bilancia del mercato obbligazionario Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito pubblichiamo il report trimestrale sul mercato obbligazionario elaborato dagli esperti di Raiffeisen Capital Management. Per gli economisti, se è vero che la svolta della Bce (Toronto: BCE.TO - notizie) dà respiro ai mercati, è altresì vero che i problemi fondamentali che hanno aleggiato sui titoli di Stato negli ultimi anni rimangono. In attesa di capire se la Bank of Japan attuerà una svolta radicale nella sua politica monetaria, per gli esperti le scelte già compiute dalla Fed appaiono un “all in”. Il tutto mentre nell’escalation sul dibattito sul bilancio Usa è più rumoroso che sostanzioso. TITOLI DI STATO USA: la Fed va “all in”, molto rumore e poca sostanza nell’escalation del dibattito sul bilancio La Fed ha nuovamente ampliato le sue misure di “allentamento della politica monetaria” e ha annunciato altri acquisti multimiliardari di bond, che dureranno fino a quando il tasso di disoccupazione non sarà sceso al 6,5% o sotto. Legare direttamente la politica della Fed a un unico indicatore economico (che proprio negli USA ha per di più un significato piuttosto discutibile) è un fatto finora unico. Con ogni probabilità, la Fed estenderà quindi almeno fino al 2015 inoltrato sia la sua politica dei tassi zero sia l’acquisto costante ogni mese di titoli di Stato per un importo di poco inferiore ai cento miliardi. TITOLI DI STATO EUROPA: la svolta della Bce dà respiro ai mercati, i problemi fondamentali rimangono Nonostante i mercati si siano tranquillizzati, la crisi è lontana dall’essere superata. Anche nel 2013 ci saranno un certo numero di fattori politici determinanti – basti pensare soltanto alle imminenti elezioni parlamentari in Italia e Germania. Sul piano congiunturale, nella zona euro ci attenderà probabilmente un altro anno di recessione, nella migliore delle ipotesi un anno con una crescita pari allo zero. Proprio nei paesi periferici, però, potrebbe essere meno disastroso del 2012. Le obbligazioni corporate in euro (società non finanziarie) investment grade al momento offrono ancora un profilo rischio-rendimento migliore dei titoli di Stato in euro, dando la preferenza, per aspetti legati al rischio, alle obbligazioni di società dei paesi non periferici. TITOLI DI STATO GIAPPONE: è imminente una radicale svolta della Bank of Japan? Sembra essere “soltanto” una questione di tempo: la BoJ effettuerà acquisti di titoli di Stato sempre più ampi. Probabilmente ancora più aggressivi di Fed o BCE. Rispetto alla politica monetaria estremamente espansiva della Fed e della BCE, la BoJ finora ha infatti agito in modo relativamente restrittivo e fino a quando questo rimarrà così, lo yen dovrebbe rimanere forte. Per il momento questo non rappresenta comunque una minaccia per il Giappone, tanto che bisognerà vedere, se la graduale uscita dal nucleare in programma da qualche tempo non verrà presto riesaminata. L’invecchiamento sempre più progressivo della popolazione e l’indebitamento smisurato dello Stato (ufficialmente) ben oltre il 200% del PIL rappresentano un problema molto più serio. OBBLIGAZIONI EMERGING MARKETS: tendenzialmente ancora sotto lieve pressione A livello mondiale si registrano ancora forti afflussi di capitali in obbligazioni dei mercati emergenti e questo trend al momento non sembra arrestarsi. Ne hanno fortemente approfittato soprattutto le obbligazioni in valuta forte, mentre alcune valute degli emerging markets quest’anno sono finite sotto notevole pressione, come ad esempio il real brasiliano o la rupia indiana. Le prospettive per i prossimi trimestri sono tuttora positive sia per le obbligazioni sia per le valute della maggior parte dei paesi emergenti – sia in termini assoluti che relativi nei confronti dei mercati sviluppati. Anche in questo caso le obbligazioni societarie dovrebbero spesso avere dei profili di rischio-rendimento più attraenti dei titoli di Stato. VALUTE e COMMODITY: l’euro si sta riprendendo bene, continua il consolidamento dell’oro Nell’ultimo trimestre del 2012, l’euro si è decisamente apprezzato nei confronti del dollaro USA. Questo è sia una conseguenza delle minori preoccupazioni riguardo alla crisi nella zona euro sia il risultato degli annunci della banca centrale americana. Perché mentre la BCE finora agisce prevalentemente a parole, la Fed sta realmente ampliando, e a un ritmo sempre più veloce, il suo bilancio. A lungo termine il dollaro USA potrebbe essersi tuttavia lasciato alle spalle il suo prolungato periodo di debolezza e gradualmente rafforzarsi di nuovo. Il prezzo dell’oro si sta consolidando nei confronti del dollaro USA da oltre un anno e questo trend potrebbe continuare anche nei prossimi mesi. Per ora le prospettive fondamentali per l’oro rimangono, nel complesso, favorevoli e nel 2012 l’oncia troy ha fatto registrare temporaneamente addirittura nuovi record di sempre rispetto all’euro e al franco svizzero.

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