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L'antica abbazia di Fontevraud è oggi un lussuoso hotel e museo d'arte contemporanea

Di Veronica Maiella
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Sebastien Gaudard
Photo credit: Sebastien Gaudard

From Harper's BAZAAR

È il più grande insieme monastico d’Europa. In piena Francia degli Angiò, non lontano dai castelli della Loira e dalla cittadina medievale di Saumur e dei suoi vigneti DOC, l’Abbazia reale di Fontevraud è 13 ettari di architettura e giardini dedicati alla cultura. Ma la sua storia si coniuga soprattutto al femminile. Fondata nel 1101 da Robert d’Arbrissel, secondo la regola benedettina, già nel 1115 è Pétronille de Chemillé, prima badessa di Fontevraud e dell’ordine eponimo, che sancirà l’ascendenza femminile dei luoghi. Una scelta singolare per l’epoca: in totale 62 badasse si succederanno a capo di quest’imponente complesso monastico che accoglierà uomini e donne. Sempre qui, verrà rifugiarsi, nei suoi ultimi anni, Eleonora d’Aquitania, figura di spicco della storia medievale francese, colei che diventerà la “regina dei troubadours” nel periodo Romantico, e il cui gisant riposa nella chiesa abbaziale.

Photo credit: Maxence Gross
Photo credit: Maxence Gross

Le badesse vi governeranno fine alla Rivoluzione Francese, data in cui l’abbazia sarà abbandonata per poi prendere nuove funzioni, più tetre. Fino al 1963, i suoi edifici saranno trasformati in prigione, tra le più dure di Francia, per poi finalmente diventare luogo di cultura a partire del 1975. Oggi, un connubio riuscito tra patrimonio storico ed arte contemporanea, a cui si aggiunge un fitto calendario di eventi tra concerti e spettacoli, animano Fontevraud: una luce rossa illumina la pietra antica degli ex-dormitori con l’installazione dell’artista contemporaneo Claude Lévêque.

Photo credit: Sebastien Gaudard
Photo credit: Sebastien Gaudard

Dalle tante sfaccettature, l’abbazia di Fontevraud ha inoltre convertito il suo vecchio priorato in un hotel eco-responsabile dalle 54 camere, firmato dallo studio di architetti Jouin-Manku. Un design essenziale, che ricorda non a caso una semplicità monacale, per delle camere che si sposano bene con lo spirito dei luoghi. La colazione si prende con vista su un piccolo chiostro dove possono scorrazzare le galline dell’orto. Tuttavia, il grande pregio dell’hotel è quello di permettere ai suoi ospiti il privilegio di passeggiare nella cinta dell’abbazia dopo l’ora di chiusura.

Photo credit: David Darrault
Photo credit: David Darrault

I giardini, la chiesa abbaziale, il chiostro principale: sono numerosi gli spazi che restano accessibili anche al calare del giorno, chiusi al pubblico esterno ma aperti ai fortunati che si trovano all’interno delle sue mura. Il chiostro, prezioso esempio di architettura medievale, fra i più grandi d’Europa, si svela nel suo silenzio notturno durante una passeggiata particolarmente suggestiva.

L’ultima novità di Fontevraud data di questo 2020, a dispetto della pandemia che ha messo in pausa tutto il mondo della cultura. Si è inaugurato, in quelle che erano le vecchie stalle, un nuovo museo di arte contemporanea, che esporrà la collezione privata Martine e Léon Cligman, principalmente delle opere del realismo francese.

Photo credit: Marc Domage
Photo credit: Marc Domage

Quasi 900 pezzi faranno parte del fondo museale. Tra le 102 pitture e sculture si trovano anche dei grandi nomi della fine del 19simo secolo: Camille Corot, Eugène Carrière, un auto-ritratto di Toulouse-Lautrec, delle sculture di Degas o un busto di Rodin.