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L'Antitrust: "No a blocco di Fb e Google, ma lotta alle pratiche scorrette"

Laura Carcano
Antitrust, al via al 13mo convegno a Treviso

"L'Antitrust non va visto come un problema, ma come un'opportunità: serve per fare una concorrenza effettiva che porta benessere all'economia generale". E' il messaggio che arriva dal convegno "Antitrust fra diritto nazionale e diritto dell'Unione Europea", organizzato a Treviso dallo Studio Rucellai & Raffaelli di Milano. A lanciarlo lo storico promotore della due giorni al via giovedì, l'avvocato Enrico Adriano Raffaelli, Presidente Commissione Diritto della Concorrenza UAE.

All'evento trevigiano, che si concluderà venerdì e che ha richiamato nella città veneta oltre 250 esperti del settore da tutto il mondo, fari puntati su economia digitale, nuove tecnologie, tutela della concorrenza e del consumatore, diritti di proprietà industriale, imprese e mercato. A tracciare lo stato dell'arte  è stato, aprendo i lavori del convegno, il Presidente della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Giovanni Pitruzzella: le sanzioni dell'Antitrust" italiana "sono aumentate e sono un vero deterrente per scoraggiare quei comportamenti che fanno male alla economia e al consumatore. L'antitrust in Italia come in Europa è al servizio del consumatore per rafforzare il suo benessere, ma è anche al servizio dell'economia".

Per il numero uno dell'Antitrust nazionale "in Italia abbiamo il problema di rafforzare la crescita economica e di stimolare l'innovazione: questo significa combattere le rendite di posizione, chi non vuole innovare e chi vuole chiudere i mercati". "Tutto ciò per favorire il tessuto imprenditoriale che è la ricchezza del nostro paese e per creare una economia più forte, con imprese che non hanno eguali in Europa e sono aperte ai mercati mondiali, come quelle di questo territorio", assicura Pitruzzella dal convegno di Treviso.

Le priorità dell'Antitrust sono orientate su due assi. "La prima direzione è combattere quelle imprese che bloccano e cercano di contrastare l'innovazione. La seconda è la lotta alle diseguaglianze: come Autorità abbiamo un occhio anche a questo", spiega Pitruzzella  Perché "in Italia come nel resto del mondo sono aumentate le diseguaglianze. Va posto un rimedio certamente con delle politiche di redistribuzione verso i più colpiti dalla crisi, cosa che è compito della politica - spiega Pitruzzella - Innovazione però è anche lotta ai comportamenti delle imprese che vanno contro le fasce dei consumatori più deboli. Ad esempio nei mercati digitali, delle telecomunicazioni, dell'energia, nel settore farmaceutico, ma anche nelle grandi gare per i contratti con la Pubblica amministrazione, sanzionando  con centinaia di milioni di euro degli accordi tra le imprese che partecipavano alle gare Consip". E questo giova anche ai cittadini, perché i cartelli significano un innalzamento dei prezzi che si scaricano sul bilancio pubblico e quindi sul contribuente.

Pitruzzella ha parlato anche di colossi come Facebook, Whatsapp e Google, che gestiscono i dati dei cittadini. "Noi come Antitrust - afferma -  non dobbiamo bloccare i colossi perché hanno dato a tutti noi dei servizi e tutti usiamo le piattaforme internet e ne traiamo grandi vantaggi. Dobbiamo combattere quando i giganti del web adottano comportamenti contrari alle esigenze del consumatore o essi stessi bloccano l'innovazione che viene da nuovi soggetti. Bisogna garantire lo sviluppo della digital economy per favorire i consumatori e la crescita economica, ma si devono combattere quei comportamenti come l'acquisizione di dati senza il nostro consenso, poi rivenduti commercialmente. Come bisogna contrastare i comportamenti che danneggiano settori industriali del nostro Paese".

Il direttore generale della DG Concorrenza della Commissione europea, Johannes Laitenberger, dal punto di osservazione di un esponente di vertice della istituzione europea Garante della concorrenza, sempre in tema di big data ed economia digitale, ha ricordato le iniziative della commissione Ue "come quelle volte ad affrontare il tema della disinformazione online e quelle per rendere più trasparenti le piattaforme". Un esempio? La decisione adottata l'anno scorso dalla Commissione per fare fronte alle preoccupazioni su un caso riguardante Google. "Si temeva - ha ricordato Laitenberger - che Google potesse tramite la sua posizione dominante prevalere sul mercato dello shopping, escludendo altri operatori e la possibilità al consumatore di avere informazioni per scegliere".

E nel giugno 2017 fioccarono le sanzioni: la Commissione europea ha multato il gigante del web per aver abusato della propria posizione dominante nel mercato dei motori di ricerca a vantaggio del proprio servizio di comparazione degli acquisti, il cosiddetto 'Google shopping', a danno dei concorrenti e dei consumatori.