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L'assalto dei neocon alla Siria è finalmente finito

Francesco Simoncelli
 

Con un voto di 354 a 60 la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha dimostrato che Washington è dipendente dalla guerra e che il livello di ignoranza, bellicosità e mendacia tra i rappresentanti del popolo ha raggiunto livelli spaventosi.

Dopo che Washington ha fomentato la disastrosa guerra civile siriana, la folla bipartisan al Congresso poteva avere il coraggio di votare per mantenere le forze statunitensi nel mezzo di un conflitto curdo/turco vecchio di secoli che ha implicazioni pari a zero per la sicurezza della patria americana.

Il pretesto, ovviamente, è che il califfato dell'ISIS tornerà in vita in assenza della resistenza armata delle forze curde-SDF posizionate nel quadrante nord-orientale della Siria; e da queste città, villaggi, fattorie e pianure polverose bombardate ed impoverite, la bandiera nera dell'ISIS attaccherà le metropolitane di New York City.

Ci vuole tanto a capire che si tratta di baggianate? Se la Siria tornerà unita, lo Stato Islamico non avrà alcuna possibilità di rinascere. E lasciare che la Siria torni integra è esattamente lo scopo e la conseguenza della coraggiosa decisione di Trump di rimuovere le forze americane dal confine tra Siria e Turchia.

Questa mossa ha aperto la strada all'accordo tripartito tra Turchia, Damasco e i curdi. Tale accordo dovrebbe:

  • ristabilire la sovranità siriana al suo confine con la Turchia (già sostanzialmente raggiunta);
  • stabilire una "zona cuscinetto" di circa 13 miglia (secondo la mappa qui sotto) che sarebbe off-limits per la SDF curda e che Ankara considera un'estensione della sua insurrezione separatista di lunga data;

gettare le basi per un ritiro del sostegno turco alle milizie ribelli al confine nord-occidentale (area blu) e alla manciata di città di confine nel nord-est curdo in cui erano penetrati prima del cessate il fuoco di oggi; accogliere la formazione di una sorta di accordo di autogoverno limitato per i due milioni di curdi siriani domiciliati nel nordest siriano; fornire uniformi militari regolari e buste paga siriane ai combattenti curdi ora iscritti all'SDF.

Inoltre una volta che questo accordo tripartito sarà finalizzato e attuato, si potrà pensare alla restante pulizia del gigantesco disordine politico e militare che Washington ha imposto alla Siria. Insieme ai suoi alleati russi, iraniani e ad Hezbollah, Damasco potrebbe vincere contro i rimanenti jihadisti nella provincia di Idlib (area marrone scuro), ora conosciuti come Hayat Tahrir al-Sham mentre in precedenza erano chiamati al-Nusra e ancor prima Al Qaeda.

In breve, la coraggiosa decisione di Donald di andarsene piuttosto che rimanere in quelle sabbie mobili per sempre ha spianato la strada ad una rapida fine della terribile guerra civile siriana. Quest'ultima ha causato oltre 500.000 morti, oltre 9 milioni di rifugiati, ha completamente rovinato l'economia siriana e le infrastrutture civili, e ha pericolosamente arroventato l'intero Medio Oriente.

Inutile dire che, con la Siria di nuovo unita e Damasco in grado di proteggere militarmente il proprio territorio con l'aiuto dell'aeronautica russa e dei distacchi militari degli iraniani e di Hezbollah, non ci sarà alcun califfato dell'ISIS che tornerà.

Né ci sarebbe motivo per i tossicodipendenti della guerra a Washington di sventolare l'ennesima minaccia del cosiddetto "Islam radicale" e di barbari dello Stato islamico.

Persino un rapido esame della storia ci ricorda che il califfato è stato "creato" e armato dagli interventi di cambiamento di regime di Washington in Iraq e Siria. Se i neocon non avessero spinto Washington nella rivolta siriana del 2011 con miliardi di armi e addestramenti militari, non ci sarebbe stata nessuna guerra civile in Siria; l'ISIS non si sarebbe impiantato a Raqqa e nel nord e nell'est della Siria; e Washington non avrebbe avuto motivo di armare i separatisti curdi, che erano stati a lungo una spina nel fianco di Damasco e considerati dai turchi una minaccia esistenziale.

E questo ci porta alla risoluzione idiota della Camera dei Rappresentanti e non riguardava affatto i curdi o l'ISIS. La verità è che il tentativo di Washington di distruggere la Siria rappresentava una proxy war contro l'Iran e la violazione dello spazio aereo e del territorio sovrani della Siria servivano a liberarli dalle forze iraniane, russe e da Hezbollah, che invece Damasco aveva invitato a partecipare nelle sue disposizioni in materia di governance e sicurezza.

Eppure è così che funziona l'Impero. Fate in modo che John McCain e Lindsey Graham abbiano voce in capitolo e vi ritroverete pazzi come quelli dell'ISIS e fazioni etniche armati da Washington e mobilitati contro di voi (e talvolta l'uno contro l'altro).

Ciò è accaduto in Siria infatti, come dimostrano chiaramente dagli scontri residui in questo preciso momento tra l'SDF sponsorizzato dal Pentagono e l'esercito siriano libero (FSA) sponsorizzato dalla CIA e sostenuto dalla Turchia.

In tal contesto è assolutamente vero che spesso le immagini valgono mille guerre, e quella qui sotto è un classico. Descrive il lavoro di alcuni F-15 americani che bombardarono una grande discarica di munizioni che le stesse forze statunitensi si erano lasciate dietro vicino a Kobani, al confine tra Siria e Turchia. Lo scopo, a quanto pare, era assicurarsi che non finissero in mani ostili.

Ancora una volta le forze "ostili" in questione non fanno riferimento a ciò che rimane dell'ISIS, il governo di Assad, le forze iraniane di Quds, o persino i guerrieri di Hezbollah da sud. Come ha chiarito il Pentagono, Washington ha bombardato quella che una volta era una grande fabbrica di cemento per salvarla dai nostri alleati, non dai nostri nemici.

Quei "combattenti turchi" erano chiamati Esercito siriano libero (FSA) e ora hanno sostituito quest'ultimo termine con "nazionale". Ma qualunque sia il titolo, non si tratta dell'esercito turco ma delle persone nella foto qui sotto che hanno attaccato le posizioni curde e commesso diverse atrocità.

I membri dell'esercito nazionale siriano, appoggiati dalla Turchia, si stavano preparando per l'operazione militare del 22 ottobre nelle aree curde della Siria settentrionale.

Inutile ricordare come queste persone prima si chiamavano Esercito siriano libero, ma pensiamo che un titolo migliore potrebbe essere Brigata Scelta del Senatore John McCain.

Il modo in cui questo presunto alleato è diventato improvvisamente una pericolosa minaccia contro i valorosi curdi è solo l'ennesimo esempio della dipendenza psicopatica di Washington dalla guerra.

Quando bisogna bombardare una ex-fabbrica di cemento che aveva armi al suo interno per un "alleato" (YPG/SDF sostenuto dal Pentagono) in modo che un altro "alleato" (la FSA araba finanziata dalla CIA) non le prendesse, e questo accade nel contesto di una nazione sovrana che Washington aveva attaccato e occupato illegalmente per la sicurezza interna, allora si capisce che è tutta una farsa!

Con un colpo decisivo, però, Donald ha mandato al diavolo gli psicopatici dipendenti dalla guerra di Washington.

Ciò non poteva essere più evidente quando Joe Biden ha attaccato Trump per aver ritirato circa 700 truppe americane al confine tra Siria e Turchia. Un attacco politico del tutto ridicolo, ma quando si tratta di azioni vergognose si può dire che Joe Biden è un esperto.

Ad esempio, Biden è stato uno dei primi entusiasti sostenitori dell'invasione dell'Iraq nel 2003. Oltre un milione di persone morirono in Iraq durante quella insensata calamità, tra cui 4500 soldati statunitensi e almeno 100.000 gravemente feriti; e peggio ancora, distruggendo lo stato iracheno e l'equilibrio etnico/religioso sotto il dominio baathista di Saddam Hussein, lo zio Joe ha aiutato ad aprire le porte all'inferno e a far emergere il flagello dell'ISIS.

Allo stesso modo, mentre era vicepresidente Biden ha sostenuto Hillary e le sue arpie col "tradimento" di Gheddafi dopo che quest'ultimo aveva rinunciato alle sue armi nucleari e al sostegno dei terroristi in Medio Oriente. Oggi la Libia è ancora nel caos, con decine di migliaia di morti a causa delle infinite battaglie tra signori della guerra e fazioni violente che si contendono il controllo di un'economia in rovina e di una società distrutta.

Eppure Biden ha il coraggio di attaccare il piccolo ma gradito passo di Trump verso il disimpegno!

Inoltre è stata la sopraccitata Brigata Scelta McCain a violare continuamente il cessate il fuoco e ad attaccare gli alleati curdi "innocenti" e "traditi", non le normali unità dell'esercito turco certificate dalla NATO. Quindi cos'è tutto questo fermento riguardo la scelta di Trump?

La preoccupazione per le azioni di bucanieri, criminali, mercenari e jihadisti in cerca di lavoro che in passato erano stati foraggiati dai miliardi di dollari di Washington; questa gente è stata arruolata principalmente perché la politica demenziale di Washington sul cambio di regime a Damasco ha distrutto l'economia siriana e l'ha trasformata in una fossa avvelenata di guerra.

Detto in altro modo, senza il libro paga infinito di Washington e la relativa fornitura di armi, la FSA ed i suoi eredi ora non esisterebbero e non avrebbero attaccato i soldati dell'SDD curdo perché anche quest'ultimo non sarebbe mai nato.

A dire il vero il Partito della Guerra ed i suoi megafoni mediatici stanno rivedendo la storia così in fretta da far arrossire l'altro zio Joe: Stalin. Il New York Times infatti ha avuto un ripensamento lampo sulle Brigate Scelte McCain, trasformandole nel più oscuro dei cattivi. Come ha ricordato Moon of Alabama, i leader dell'esercito nazionale siriano sono gli stessi di quelli della FSA su cui John McCain e la sua rete del Deep State Autore: Francesco Simoncelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online