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Latte, Confcooperative Toscana: insostenibile +20% materie prime

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Image from askanews web site
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Roma, 16 set. (askanews) - I costi delle materie prime alle stelle mettono al palo centinaia di aziende dell'agroalimentare toscano. E' una situazione insostenibile per gli allevatori, peraltro già vessati dalla crisi determinata dalla pandemia, che ha contribuito a creare tensioni. "I rincari per le materie prime necessarie all'alimentazione degli animali sono inaccettabili e questo sta mettendo a rischio la zootecnia. Il mais che costava 30 euro al quintale ora è a 40 euro, il panello di semi di soia da 75 è passato a 105 euro", spiega Fabrizio Tistarelli, presidente Fedagripesca Cooperative Toscana.

"Ci sono stati grossi accaparramenti di materie prime da parte di paesi extra europei che hanno avuto un effetto speculativo sui prezzi. In generale il rincaro delle materie prime, dal 20 fino al 40%, non coincide con l'andamento del mercato - aggiunge Tistarelli - Il Covid, inoltre, ha spostato i consumi dal latte fresco utilizzato in bar, hotel e gelaterie a quello a lunga conservazione, preferito dalle famiglie. Bisogna creare le condizioni per garantire un'adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori, altrimenti si mette a rischio l'intera filiera e allo stesso tempo si deve continuare a garantire ai consumatori prodotti sicuri e di qualità, che sostengono l'economia, il lavoro e i territori italiani. Chiederemo alle istituzioni - conclude Tistarelli - un potenziamento del sostegno alle imprese per il benessere animale e l'apertura di un bando per favorire il consumo di latte locale".

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