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Latte, Giansanti (Confagricoltura): "allevatori sottopagati, prezzo aumenti di 5 centesimi"

·3 minuto per la lettura

Gli allevatori italiani sono in grandi difficoltà economiche, da una parte devono affrontare gli elevati costi di produzione del latte, dalle materie prime all'energia, che in due anni sono raddoppiati e, dall'altra, come se non bastasse, vengono remunerati con prezzi troppo bassi che non consentono margini di reddito. E' la Confagricoltura a evidenziare i punti centrali che domani pomeriggio saranno affrontati al tavolo sul latte convocato dal ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, che si svolgerà al Mipaaf con tutti gli attori della filiera lattiero-casearia.

"Abbiamo chiesto all'industria di aumentare il prezzo del latte di almeno 5 centesimi per arrivare ad una media di 44 centesimi al litro visto che oggi il prezzo medio pagato ai produttori è di appena 39 centesimi", segnala il presidente Massimiliano Giansanti parlando con l'Adnkronos in vista dell'incontro.

L'aumento, secondo Giansanti, non avrebbe ricadute significative sui consumi perché si tratterebbe di un prezzo adeguato per un prodotto italiano che viene apprezzato sul mercato in quanto sicuro e di qualità. "Tuttavia - sostiene - non sarà muro contro muro con gli industriali, abbiamo bisogno di confrontarci per capire come dare risposte agli allevatori perché sono quelli che soffrono di più nella filiera, ci vengono segnalate perdite consistenti nei bilanci delle aziende del settore al punto che in questi giorni, per la disperazione, alcuni di loro, stanno vendendo il latte in Germania perché riescono ad ottenere sul mercato tedesco una maggiore remunerazione".

L'aumento ipotizzato da Confagricoltura però, ammette il numero uno della confederazione, rischia di generare a sua volta, aumenti a cascata. "Al Mipaaf dobbiamo discutere su come regolare il funzionamento della filiera" aggiunge Giansanti suggerendo il modello francese che per il meccanismo di formazione del prezzo si avvale dell'organismo interprofessionale al cui interno sono presenti i produttori, gli industriali e la distribuzione. E la prima risposta che auspichiamo domani - sostiene - è una condivisione politica nella costituzione della inter professione che permetta anche una programmazione del latte".

Tra le altre soluzioni che saranno portate al tavolo da Confagricoltura ci sarà anche la richiesta di agire sulla leva fiscale. "Per evitare ulteriori rincari sul prezzo del latte si può lavorare su un abbassamento dell'aliquota Iva. Spero che il ministro Patuanelli possa accogliere questa proposta visto che un maggior gettito fiscale oggi deriva dall'aumento dei prezzi delle materie prime e il taglio dell'Iva impedirebbe di scaricare sul consumatore un aumento dei prezzi del latte".

La situazione è "molto critica" sintetizza Giansanti anche perché "non sarà una prospettiva di brevissimo corso, in quanto le analisi di mercato prevedono costi delle materie prime elevati per tutto il 2022. Quindi l'incontro di domani deve avere una logica di programmazione, a questo proposito chiederemo l'istituzione di un tavolo di coordinamento permanente e che venga riconosciuto l'organismo interprofessionale". "Noi dobbiamo cogliere questo profondo disagio degli allevatori e cercare di dare risposte e, al contempo, dobbiamo costruire con il sistema industriale e la Gdo un percorso virtuoso legato al nuovo regolamento sulle pratiche sleali. Quindi - conclude Giansanti - non dobbiamo più essere nella logica dell' uno contro l'altro, serve un nuovo modello produttivo per l'intera filiera zootecnica".

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