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L'autarchia dei vaccini. Draghi e l'Ue hanno lo stesso piano

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·2 minuto per la lettura
Mario Draghi e Ursula von der Leyen (Photo: Getty)
Mario Draghi e Ursula von der Leyen (Photo: Getty)

L’idea del nuovo governo Draghi di aumentare la produzione dei vaccini mettendo a frutto le possibilità industriali italiane è una prima prova del livello stretto di coordinamento europeo che il nuovo premier vuole seguire quale bussola del suo operato a Palazzo Chigi. C’è infatti anche l’Italia tra i paesi europei che hanno contattato la Commissione Ue per partecipare allo sforzo collettivo per produrre più vaccini. Ed è questo il piano europeo per uscire dal tunnel di una campagna vaccinale ancora troppo lenta. Ne discuteranno i leader europei nel summit virtuale di giovedì, il primo per Draghi nella sua nuova veste di presidente del Consiglio (venerdì si terrà un’altra videoconferenza dei 27 su difesa e sicurezza). Ma è un piano che non sembra offrire soluzioni immediate alla carenza di fiale per combattere la pandemia.

E’ un piano che ha i suoi tempi, “mediamente 6-7 mesi” per abilitare impianti già esistenti alla produzione di vaccini, secondo il parere di esperti del settore sentiti da Huffpost. Ma ne servono anche di più, “un anno”, se lo stabilimento in questione non è già dotato di bioreattore. Però, per come la vedono a Bruxelles in stretto coordinamento con Berlino, Roma, Parigi e le altre capitali, non c’è una soluzione che dia effetti più immediati. Per parte sua, Draghi, ha anche in mente di puntare molto sullo sviluppo del vaccino italiano Reithera, anche se in questo caso i tempi sono pure più lunghi.

“Un certo numero di Stati membri ci ha contattato per offrire le proprie capacità industriali” in uno sforzo di partecipazione collettiva alla produzione dei vaccini anti-covid, dice il vicepresidente della Commissione Europea Maros Sefcovic al termine del Consiglio Affari Generali dell’Ue tenutosi oggi in videoconferenza. Tra questi paesi c’&egra...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.