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Lavazza punta alla Carbon neutrality e aderisce a impegno di Gucci

Mlo

Milano, 17 gen. (askanews) - Il gruppo Lavazza aderisce alla Ceo Carbon Neutral Challenge. Un sostegno quello dell'azienda alla lettera aperta pubblicata lo scorso novembre da Marco Bizzarri, presidente e amministratore delegato di Gucci, che ne parlerà al World Economic Forum di Davos.

La challenge propone di dare priorità alla massima riduzione delle emissioni di gas serra e di compensarle, come misura finale, invitando le aziende ad attivarsi responsabilmente sin da subito. L'idea alla base prevede di stimolare le imprese di ogni settore a investire in una gestione efficiente di tutti i processi, con l'obiettivo primario di minimizzarne gli impatti, e in parallelo di implementare progetti di protezione della biodiversità e di salvaguardia del patrimonio forestale mondiale, contribuendo così a mitigare direttamente il cambiamento climatico.

"Il percorso di Lavazza verso la riduzione delle emissioni di gas serra è avviato da anni. Tuttavia, l'espansione globale di un mercato in cui si registra una crescita costante della domanda di caffè e l'aggravarsi della crisi climatica impongono alle aziende leader del settore di tracciare la rotta per disegnare una value chain sostenibile e di premere sull'acceleratore per avvicinarci quanto più possibile alla 'Carbon Neutrality' delle attività industriali e della filiera di produzione - dichiara Antonio Baravalle, amministratore delegato del gruppo Lavazza - Aderiamo all'invito di Marco Bizzarri per sviluppare ancor di più e in modo organico le nostre azioni attraverso un piano di investimenti e innovazione. Le iniziative dei singoli non bastano: crediamo fermamente che occorra uno sforzo congiunto e trasversale fra tutti gli attori di mercato, di ogni dimensione e settore".

"Le distanze dai global goals restano molto ampie, in modo particolare se ci riferiamo agli effetti del climate change ai quali la coltivazione del caffè è particolarmente vulnerabile - conclude Antonio Baravalle - Per rispondere a questa sfida la nostra Fondazione da anni sviluppa progetti di supporto alle comunità di produttori di caffè in tutto il mondo, alla luce del rischio che milioni di ettari di coltivazioni scompaiano nel giro di poche decadi e che 25 milioni di coltivatori perdano i loro mezzi di sostentamento e siano costretti a migrare".