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Lavoro, 6 nuovi occupati su 10 dovranno avere laurea o diploma -3-

Mlp

Roma, 27 nov. (askanews) - Tra il 2019 e il 2023 i laureati e i diplomati dovrebbero rappresentare congiuntamente il 62% della richiesta di occupati (54% nel settore privato, 98% in quello pubblico). In particolare, la domanda di personale laureato potrà attestarsi tra le 959mila e le 1.014 unità, e si concentrerà per lo più nell'indirizzo medico-sanitario, con una richiesta tra 171mila e 176mila unità, seguito da quello economico, da 152mila a 162mila unità, da ingegneria, con una domanda compresa tra 127mila e 136mila lavoratori, e dall'area giuridica, da 98mila a 103mila unità.

Per quanto riguarda i diplomi, nel quinquennio le imprese richiederanno personale diplomato principalmente nell'indirizzo amministrazione, finanza e marketing, con un fabbisogno che potrà variare tra 279mila e 302mila unità, e in quello industria e artigianato, con una domanda complessiva tra 211mila e 235mila unità (tra cui spiccano le richieste degli indirizzi meccanica, meccatronica ed energia con 94-106mila unità ed elettronica ed elettrotecnica con 50-56mila unità). Sarà considerevole anche il fabbisogno di diplomati nell'ambito del turismo, che potrà arrivare a domandare tra i 79mila e gli 82mila occupati.

Si stima, elaborando i dati del Miur, che nel periodo 2019-2023 il totale dei neo-laureati ammonterà a 893.600 unità, su un fabbisogno totale che andrà dalle 959mila alle 1.014mila unità. Gli indirizzi di laurea, in cui lo scarto tra fabbisogno totale e offerta prevista è positivo, quindi con una maggiore richiesta di profili rispetto a quanti si attende usciranno dalle Università, saranno quelli medico-sanitario, economico, ingegneria-architettura, giuridico e statistico.

Nelle stime dei neo-diplomati si considerano tutti quelli che, al termine del percorso delle scuole medie superiori, si renderanno immediatamente disponibili per il mercato del lavoro. Per i neo-diplomati, si profila il mantenimento di un eccesso di offerta, ossia il sistema produttivo richiederà meno persone con questo titolo di studio rispetto a quanti se ne potrebbero rendere disponibili all'impiego. Ad un'offerta prevista di 1 milione e 534mila neo-diplomati corrisponderà nel migliore scenario possibile un fabbisogno totale pari a 941 mila unità. Le stime evidenziano che gli indirizzi di studio, in cui lo scarto tra fabbisogno totale e offerta prevista è positivo, quindi vi sarà una maggiore richiesta di profili rispetto a quanti ne usciranno dalle scuole superiori, saranno quelli in amministrazione-marketing, costruzioni ed elettronica ed elettrotecnica. Tutti gli altri indirizzi di studi invece si potrebbero caratterizzare per un eccesso di offerta rispetto al fabbisogno. Vi saranno comunque un certo numero di opportunità lavorative a carattere trasversale, in cui il principale requisito richiesto è una buona cultura generale; su queste sarà marcata la concorrenza tra i diplomati (sia i neo-diplomati sia lo stock di diplomati già presenti nel mercato del lavoro) dei diversi indirizzi.