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Lavoro all’estero, è italiano il primario più giovane d'Inghilterra

Davide Mazzocco
Lavoro all’estero, è italiano il primario più giovane d'Inghilterra


La dote più importante per i cervelli in fuga, molto probabilmente, è quella di saper fare la scelta giusta al momento giusto, di saper cogliere al volo le occasioni che il caso ci presenta.

La storia di Simone Speggiorin, per esempio, è emblematica di quanto sia ampio il gap fra il mercato del lavoro “terzomondista” del nostro Paese e quello delle altre nazioni europee. L’utilizzo dell’aggettivo “terzomondista” non è improprio visto che i ranking pubblicati di recente dal World Economic Forum, danno l’Italia al 117° posto (su 148 Stati) nella classifica dedicata alla capacità di valorizzare i propri talenti.

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Capita così che basti varcare i confini perché un precario diventi un primario. Sembra uno scioglilingua, invece è la storia di Speggiorin che tre anni fa ha fatto domanda per un concorso in Italia e soltanto due settimane fa ha ricevuto una risposta.

Originario di Olmo di Martellago, formatosi fra Mestre e Padova, si è laureato in medicina nel 2003. “Per non ristagnare in un sistema molto ma molto indietro” Simone ha deciso di accettare l’invito di un professore del Regno Unito e di completare la sua formazione al Great Ormond Street Hospital di Londra, uno degli ospedali pediatrici più importanti d’Europa. Dopo tre anni di specializzazione in chirurgia tracheale e cardiochirurgia pediatrica, ha deciso di seguire il proprio sogno: per un anno ha operato a Bangalore, in India, poi, tornato in Inghilterra, si è trasferito a Leicester dove ora, 36 enne, è diventato il cardiochirurgo strutturato (status che corrisponde al nostro primario) più giovane del Paese. Ora Speggiorin lavora come cardiochirurgo pediatrico al Glenfield Hospital e fa parte di un’associazione di dottori che ogni anno si reca in India per fornire assistenza medica e operare i bambini.

Una storia di successo che ha attirato l’attenzione della più importante emittente radiofonica e televisiva britannica, la Bbc, che a Simone ha dedicato uno speciale radiofonico e un documentario televisivo di un’ora. Una dimostrazione di come il talento vada coltivato con la tenacia, il coraggio e la prontezza nelle scelte. Speggiorin ha trovato in Inghilterra un sistema “organizzato in maniera maniacale e più meritocratico”, dove non bisogna aspettare tre anni per avere una risposta a una domanda di concorso e dove non serve essere un luminare o avere un cognome “evocativo” per ottenere un posto di lavoro e uno stipendio dignitosi.