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Lavoro, Associazione Lavoratori Anziani: ciascuno faccia la sua parte

Ssa

Roma, 21 gen. (askanews) - "Occorre per davvero che ciascuno faccia la sua parte, la politica in primis ma anche le rappresentanze sociali perché dobbiamo tutti impegnarci per costruire occasioni di lavoro e di promozione sociale, veri momenti di progresso sociale": lo afferma in una nota il presidente nazionale di Anla, Edoardo Patriarca, commentando il rapporto mondiale dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro sulle tendenze occupazionali e sociali nel mondo.

"Il nuovo rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro - prosegue Patriarca - evidenzia a livello mondiale alcuni snodi che ritroviamo anche nel nostro Paese e sui quali sarebbe opportuno aprire una riflessione seria che vada oltre provvedimenti spot o dichiarazioni altrettanto inutili. Questo rapporto internazionale, scevro dunque da campanilismi, evidenzia che quasi mezzo miliardo di persone lavora meno ore retribuite di quanto vorrebbe o non ha accesso adeguato al lavoro retribuito. Occorre per davvero che ciascuno faccia la sua parte, la politica in primis ma anche le rappresentanze sociali perché dobbiamo tutti impegnarci per costruire occasioni di lavoro e di promozione sociale, veri momenti di progresso sociale. Penso al fenomeno del lavoro povero, mal retribuito, e che impedisce una qualsiasi progettazione del proprio futuro; al numero ragguardevole di giovani disoccupati e di giovani neet (che non studiano, non lavorano, non si formano), al part time involontario, alle differenze salariali tra uomini e donne, alle distorsioni territoriali, annotate nel rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro come linee di tendenza a livello mondiale: tutti elementi che sono ben presenti anche nel nostro Paese".

"Davvero - aggiunge - pensiamo che basti il reddito di cittadinanza per rispondere alle sollecitazioni sociali attuali del nostro Paese? La discussione è molto più complessa, coinvolge la lotta all'evasione fiscale che diventa necessaria per alleggerire il peso fiscale che grava su lavoratori e imprese, l'attenzione al popolo delle partite IVA, costretto a lavorare ogni anno con variazioni nel regime fiscale e che necessita di maggiori attenzioni, la lotta vera e concreta al disagio e all'emarginazione, vera piaga del nostro tempo, che ha anche origini culturali se veramente ne vogliamo cercare le ragioni di fondo. Attenzione però, potremmo anche scoprire che alla base di molto, se non di tutto, sta un problema educativo. Allora ripartiamo da punti fermi, e non dimentichiamo oggi l'appello del Papa ai lavori di Davos con l'insistenza a che la persona umana venga posta al centro, e l'intervento della CEI che ha richiamato le forze politiche e le parti sociali a davvero investire sulla famiglia, riportandola nello spazio pubblico che le compete. Come ANLA, come volontari in campo in tutta Italia, sottolineo con forza la necessità di aprire una discussione corale, pubblica e concreta che riparta dai territori per capire come uscirne, in una logica costruttiva e di condivisone strategica che investa tutte le parti sociali nella concretezza del quotidiano".