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Lavoro, Boeri: reintrodurre articolo 18 sarebbe passo indietro

Cos

Roma, 13 gen. (askanews) - "Dalle statistiche dell'Inps si vede che i licenziamenti sono diminuiti e questo è un dato importante. Da quei numeri si vede che con il Jobs Act non c'è stato un effetto sui licenziamenti come qualcuno aveva temuto. Reintrodurre l'articolo 18 - sostiene Boeri - sarebbe un passo indietro", visto che con il contratto a tutele crescenti "si è introdotto il principio per cui più la persona è rimasta all'interno dell'azienda e più alta deve essere la compensazione in caso di licenziamento. Anzi andrebbe rafforzato quel principio, soprattutto dopo la sentenza della Consulta che l'ha messo in discussione". Così Tito Boeri, ex presidente Inps, intervistato su Radio Capital, quando gli si chiede cosa pensi a proposito del dibattito che si è riacceso nella maggioranza di governo sulla possibile revisione del Jobs Act e sulla reintroduzione dell'Articolo 18.

Infine sul Reddito di cittadinanza l'ex presidente dell'Inps parla di "misura importante, fondamentale e che ha colmato una lacuna, parzialmente coperta in precedenza dal reddito di inserimento. Ma - aggiunge - il Reddito di cittadinanza è mal disegnato. Tratta male le famiglie che sono maggiormente a rischio povertà, ovvero quelle numerose, che sono trattate male rispetto ai single. E poi ci sono intere categorie escluse. Abbiamo fatto un censimento dei senza casa a Milano e nessuno è in grado di ricevere il Rdc. Vengono esclusi anche molti immigrati che non soddisfano requisiti minimi di residenza. Non copre molte delle persone che sono povere". Boeri poi giudica la misura "inefficace perché non c'è incentivo finanziario a trovare lavoro. I navigator fanno ben poco, non hanno neanche accesso alle banche dati".