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Lavoro, Bracco: "Gender equity? Avanti troppo lentamente, da noi resistenze culturali"

(Adnkronos) - "Procediamo troppo lentamente. Ogni impresa e ogni nazione dovrebbe avvalersi appieno dello straordinario contributo delle donne. D’altronde in base alle proiezioni più autorevoli risulta che il maggiore impulso alla crescita globale nel prossimo futuro verrà proprio dal lavoro femminile". Così Diana Bracco, la prima presidente donna di Federchimica e di Assolombarda, e lo scorso anno per Confindustria Women empowerment Ambassador con il compito di presiedere la Special Initiative nell’ambito del B20, giudica il cammino verso la parità di genere nel corso del suo intervento ieri al Festival dell' Economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e dalla Provincia Autonoma.

"L’Ocse stima che nei prossimi sei anni il Pil mondiale potrebbe aggiungere 2,5 punti se dimezzassimo il gap di partecipazione delle donne all’economia. Sul potenziale delle donne, quindi, tutti devono investire. E tutti devono impegnarsi nella lotta contro ogni tipo di condizionamento e di discriminazione. Soprattutto in Italia, dove ci sono resistenze culturali profonde e stereotipi radicati che è necessario combattere con forza", spiega.

E le imprese, dice, "devono guidare un cambiamento in materia di women empowerment, facendone poi beneficiare l’intera società. Nelle aziende occorre implementare piani e politiche concreti per aumentare la rappresentanza femminile nel management, con la consapevolezza che la diversità di visione e sensibilità è un valore e un elemento di innovazione e creatività. Magari anche dando vita a corsi di leadership promossi insieme alle istituzioni educative".

"Voglio essere molto chiara: se non c’è uguaglianza di genere non cresce il mondo", dice. La strada che dovrebbero percorrere i Paesi del G20 è netta: "Primo, far tornare a crescere l’occupazione femminile che nei due anni di pandemia ha subito un contraccolpo pesante. Non è pensabile tenere fuori dal mondo del lavoro metà dei talenti". Secondo: "Immaginare una società più inclusiva capace di smantellare gli stereotipi di genere, puntando sulle competenze delle donne per accrescerne il ruolo nella società e per migliorare la costruzione nel tempo delle skills, a cominciare dall’istruzione primaria per giungere a quella secondaria". Terzo, dice ancora Bracco, "includere più donne nel mercato del lavoro e nei settori ad alta crescita, quelli Stem". E infine, "far crescere l’economia spianando la strada delle donne verso la leadership per raggiungere un maggiore equilibrio di potere tra uomini e donne", aggiunge.

Un principio quello del gender equity che Bracco ha d'altra parte sempre applicato: "Personalmente, nel mio Gruppo ho sempre cercato di valorizzare le competenze femminili, anche in posizioni storicamente riservate ai maschi: il nostro grande stabilimento di Torviscosa, in Friuli e il centro di ricerca Bracco di Colleretto Giacosa, vicino a Ivrea, ad esempio, sono diretti da un’ingegnera e da una chimica", racconta ricordando come sia dimostrato che quando sono loro alla guida "le imprese diventano più sostenibili, guadagnano di più e hanno una visione orientata al lungo periodo e non all’interesse immediato".

La parità di opportunità e di diritti va però realizzata "contestualmente in tanti diversi ambiti: dall’istruzione alla formazione, dall’occupazione al supporto all’imprenditorialità, dal bilanciamento tra impegni familiari e lavorativi al sostegno alla maternità, possibilmente con l’ausilio di politiche sulla diversity, infrastrutture efficienti e programmi di welfare aziendale. Sostenere le famiglie in un Paese in cui le nascite nel 2021 sono scese al minimo storico è un preciso dovere", dice ancora Bracco .

"Comunque, secondo me il vero empowerment passa per meritocrazia e skills. Competenze significa cominciare con piani educativi che partano dalla formazione primaria e giungano a quella superiore, dove occorre favorire la formazione scientifica delle ragazze. Le competenze Stem, oggi, sono particolarmente richieste dal mercato del lavoro, ed è per questo che come Fondazione Bracco abbiamo dato vita a un Manifesto intitolato proprio 'Mind the Stem Gap', che vuole favorire i percorsi femminili in quel settore di studio. Invito tutti voi a firmarlo sul sito dedicato", conclude.

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