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Lavoro, a dicembre e gennaio calano occupati e tasso occupazione

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Roma, 9 mar. (askanews) - Nel terzo e quarto trimestre 2019 l'occupazione in Italia ha raggiunto il suo massimo storico (23,4 milioni), ma i dati preliminari di dicembre e gennaio registrano un calo sia del numero di occupati che del tasso di occupazione. E' quanto sottolinea la nota congiunta ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal relativa al rapporto sul mercato del lavoro 2019.

Nel terzo trimestre dello scorso anno c'è stata una crescita delle ore lavorate sia su base congiunturale (+0,4%) che in termini tendenziali (+0,5%). Nei successivi tre mesi è rallentata la crescita tendenziale (+0,3%) ed è diventata negativa la variazione congiunturale (-0,3%).

Permane la tendenza a una crescita occupazionale a bassa intensità lavorativa: il numero di occupati supera il livello del 2008, ma la quantità di lavoro utilizzato è ancora "sensibilmente inferiore". A differenza della fase ciclica degli anni '90, in cui l'occupazione e le ore lavorate seguivano sostanzialmente lo stesso andamento, "la fase più recente è caratterizzata da una discesa delle ore lavorate e da una caduta del tempo pieno a fronte di una sostanziale tenuta dell'occupazione", si legge nel rapporto. Gli "elevati divari" con l'Ue sono aumentati anche nella recente fase di ripresa: il gap nel tasso di occupazione è passato da 8,9 punti nel primo trimestre 2014 fino a 10,2 punti nel terzo 2019 e quello del tasso di disoccupazione da 2,1 a 3,5 punti, con differenze più accentuate per le donne e i giovani. Continuano ad ampliarsi alcuni storici divari caratteristici dell'Italia, in particolare quello generazionale a favore dei più adulti. Seppur in lieve diminuzione, i divari di genere rimangono elevati: la metà delle donne in età attiva non lavora e quasi una donna su cinque vorrebbe lavorare, ma non trova un impiego. Si accentuano anche le disuguaglianze territoriali: nella media dei primi tre trimestri del 2019 la distanza tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord è di oltre 20 punti per il tasso di occupazione e per quello di mancata partecipazione.