I mercati italiani sono chiusi

Lavoro, ecco quali sono quelli più richiesti

Al Sud crescono i venditori a domicilio, seguiti dagli operatori di catene di montaggio automatizzate. (Getty)

In futuro molte professioni potranno essere svolte da un robot. Più della metà dei lavoratori italiani, circa 11 milioni, potrebbero essere sostituiti da una macchina. A dirlo è McKinsey che ha messo a punto anche un calcolatore web in cui ognuno può verificare il grado di sostituzione con una macchina, a seconda del lavoro che fa.

Per evitare di restare disoccupati, rimpiazzati da un efficiente robottino tuttofare, è bene concentrarsi su quelle che sono le professioni più richieste dal mercato del lavoro. Inapp, Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, ha analizzato quali sono le professioni più o meno richieste negli ultimi cinque anni. Il quadro che ne esce è profondamente segnato dal divario  tra Nord e Sud, con il Mezzogiorno rimasto troppo indietro.

Quali sono i settori più richiesti? L’indagine ha coinvolto 16mila persone, rilevando informazioni su conoscenze, competenze, abilità e attitudini per ciascuna della professioni coinvolte. Tra quelle più cresciute tra il 2011 e il 2016 ci sono tre gruppi professionali tutti riconducibili ad attività e fasi produttive tradizionalmente caratterizzate da un’elevata intensità tecnologica o da una buona capacità di recepire le innovazioni organizzative. Come gli addetti al marketing, gli esperti dei processi produttivi o ancora gli analisti e i progettisti software.

Al contrario, le professioni che hanno registrato il crollo più preoccupante sono quelle riconducibili a una bassa intensità tecnologia. Come gli addetti alle pulizie o al controllo merci e qualità o ancora i commessi e i responsabili di negozio in un settore, il retail, ormai da tempo in crisi. “Diminuiscono le professioni con mansioni manuali e ripetitive – spiega il presidente di Inapp, Stefano Sacchimentre crescono quelle con contenuti cognitivi, anche se in base alla ricerca sappiamo che solo l’1,5% dell’occupazione italiana nel periodo 2011-2016 è stata interessata dal fenomeno della disoccupazione tecnologica”.

Al Sud sono sempre più in difficoltà i bancari e i commessi, mentre crescono i venditori a domicilio, seguiti dagli operatori di catene di montaggio automatizzate e gli addetti all’assistenza personale, come badanti e assistenti sanitari.

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