Ferie non godute: il lavoratore ha sempre diritto ad un’indennità monetaria

Come spiega l’avvocato Federico Strada le ferie sono in ogni caso monetizzabili al di là dei ccnl

Le ferie, si sa, sono uno dei momenti più attesi nella vita di ogni lavoratore. E se non si è riusciti a godersele e il rapporto di lavoro è terminato si ha diritto ad un’indennità monetaria o no? Come procedere, in particolare, se il motivo per cui non si è andati in ferie quando si poteva è una malattia che ci ha costretti a stare lontani dal luogo di lavoro?

Domande che nascono anche alla luce di una recente sentenza della Cassazione che ha riconosciuto ad un direttore di servizi amministrativi all’interno di una scuola il diritto ad avere un’indennità monetaria pari alle ferie non godute, pur se il lavoro si era appunto concluso e anche se il lavoratore in questione non ha usufruito delle ferie perché è stato assente per malattia.

In un primo momento, i giudici di merito avevano rigettato la sua richiesta perché sostenevano che il pagamento delle ferie dopo la scadenza del contratto era possibile solo se la persona in questione non aveva goduto delle ferie per “documentate esigenze di servizio” e non appunto per malattia.

Qual è il valore di questa sentenza? Lo abbiamo chiesto a Federico Strada, responsabile del dipartimento del lavoro dello studio La Scala di Milano.

“Il diritto alle ferie è un diritto sacrosanto” precisa Federico Strada “e le ferie sono sempre monetizzabili all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Tale sentenza non innova  in alcun modo nella disciplina del rapporto di lavoro privato, né impatta sulla disciplina dei più diffusi ccnl che prevedono, infatti, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro la liquidazione di tutti i giorni di ferie maturati e non goduti in corso di rapporto, a prescindere dal fatto che il mancato godimento sia ascrivibile a ragioni di servizio o meno.

I contratti collettivi tacciono in merito e quello che attualmente regola il mondo della scuola ossia il personale ATA e i docenti  prevede che appunto, in ogni caso, le ferie siano monetizzabili alla cessazione dell’atto di lavoro”.

Al di là del caso specifico, come funziona il sistema delle ferie? “In linea di massima, ogni lavoratore ha diritto a 2 settimane di ferie nell’anno solare e altre due settimane nei termini dei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione”, spiega l’avvocato Strada. “Per intenderci meglio, se un lavoratore quest’anno maturerà 4 settimane (che sono il minimo per legge e che poi variano a seconda dei contratti collettivi nazionali) potrà prenderne 2 quest’anno, le altre due dovrà comunque prenderle l’anno successivo (e ogni anno si maturano le ferie, ndr) o comunque entro i primi sei mesi del 2014. Questo è quanto dice la legge e vale finché il rapporto di lavoro è in itinere, in caso di conclusione come abbiamo detto sopra, le ferie non godute vanno pagate. La cosa era diversa per il settore pubblico per quanto riguardava il rapporto lavorativo in corso quindi non concluso, ma con la spending review e il decreto approvato di recente  anche chi non lavora nel privato deve prendere le ferie se appunto continua a lavorare e non ha concluso il suo contratto. Prima invece si poteva decidere anche di non prendere i gironi spettanti e avere un arrotondamento in denaro”.

Fini: alla Camera si lavorerà anche ad agostoFirenze, (TMNews) - Sulle ferie della Camera "non c'è stata alcuna polemica, solo uno scambio di battute tra il ministro Giarda e il presidente Cicchitto, che aveva dato l'impressione, forse, che la Camera non fosse cosciente della necessità di discutere e di approvare i tredici decreti pendenti". Lo ha precisato il presidente della Camera, Gianfranco Fini a margine dell' incontro avuto a Palazzo Vecchio con il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi. "I decreti devono essere convertiti entro i 60 giorni, quind


  • BATTI IL MERCATO

    BATTI IL MERCATO

    Segui l'andamento delle quotazioni che ti interessano. Leggi notizie personalizzate e gli aggiornamenti del tuo portafoglio. Altro »