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Lavoro, Istat: boom dei part time, in 3 anni +24,6%

Mlp

Roma, 9 dic. (askanews) - In tre anni aumentano le posizioni in part-time. Le posizioni lavorative con contratto di lavoro a tempo parziale costituiscono il 31,7% del totale nel 2017, con una crescita del 24,6%, tra il 2014 e il 2017, più alta di quella registrata per i full-time (10%). E' quanto emerge dal report dell'Istat "Differenziali retributivi in Italia anno 2017".

Ad aumentare sono soprattutto i rapporti di lavoro part-time per la qualifica di operaio: +28% contro +19,8% di impiegati o dirigenti e +12,5% degli apprendisti.

Sempre con riferimento allo stesso periodo, le retribuzioni orarie sono cresciute in modo più marcato per i contratti a tempo parziale: +2,7% (valore mediano) contro +1,7% dei contratti a tempo pieno. Se si guarda al 10% dei rapporti di lavoro con retribuzione oraria più bassa (primo decile), la retribuzione oraria registra una crescita del +2,5% sia per i part-time sia per i full-time. Osservando invece il 10% delle posizioni lavorative con retribuzione oraria maggiore (nono decile), nei contratti a tempo parziale la crescita della retribuzione oraria è decisamente più marcata (+4,4%) rispetto a quella registrata per i rapporti di lavoro a tempo pieno (+1,5%).

La retribuzione oraria mediana delle posizioni lavorative a tempo parziale è di 10,07 euro, 1,91 in meno rispetto a quelle con contratto full-time. Il differenziale retributivo fra le posizioni lavorative con i due regimi orari è quindi negativo e il divario cresce al crescere della retribuzione oraria: per il primo decile è pari a -8,4%, per la mediana è pari a -15,9% e per il nono decile raggiunge il -32,1%.

Il 63% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo parziale coinvolge le donne, mentre per i contratti a tempo pieno questa percentuale si ferma al 30,8%. (Segue)