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Lavoro, Landini: infortuni e morti sono numeri di una strage

Fdm

Pordenone, 12 ott. (askanews) - "Non solo gli infortuni sono in aumento, ma sono in aumento sopratutto le morti. Questa è una strage: se uno guarda i dati degli ultimi dieci anni sono diciassettemila le persone che sono morte sul lavoro contando anche quelli morti mentre andavano o tornavano dal lavoro. Sono numeri di una strage. Siccome si continua a morire come si moriva quaranta-cinquanta anni fa, è chiaro che c'è bisogno di agire". Lo ha dichiarato il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, oggi a Pordenone, soffermandosi sugli infortuni e le morti sul lavoro.

"Su questo va riconosciuto che il nuovo ministro del Lavoro e il nuovo ministro della Salute hanno immediatamente convocato un tavolo, iniziato una trattativa e noi abbiamo avanzato una serie di richieste - ha spiegato Landini -. Sicuramente c'è un problema di formazione perché una delle cose che viene fuori è questa. Se vai a vedere cosa succede, la formazione va fatta sia a chi comincia a lavorare sia anche agli imprenditori visto che stiamo parlando anche di tante piccole e medie imprese".

"Abbiamo chiesto di introdurre anche uno schema di patente a punti per le imprese - ha osservato il segretario della Cgil -, perché così come avviene se uno guida male, fa degli incidenti e gli tolgono i punti fino a togliergli la patente, bisogna che ci sia uno strumento simile anche per le imprese, che indichi quanti infortuni ci sono stati, cos'è avvenuto, fino ad arrivare al punto che chi ha una situazione di questo genere sia penalizzato negli appalti, nelle attività e siano invece favoriti coloro che rispettano le norme e chi lavora in un certo modo".

"C'è poi il problema di fare assunzioni: gli Ispettorati del Lavoro sono sotto organico di 1500 persone in tutta Italia, quindi fare queste assunzioni sarebbe assolutamente necessario per affrontare questa situazione" ha concluso.