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Lavoro, Randstad Research: in Italia 8mln i potenziali smart worker

Red-Mch
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Milano, 13 nov. (askanews) - In Italia ci sono potenzialmente 6,4 milioni di smart worker 'estensivi', quasi un terzo del totale degli occupati, che per specifiche competenze e condizioni di lavoro potrebbero svolgere tutte le loro attività fuori dal luogo di lavoro. A questi si aggiungono 1,6 milioni di smart worker 'ibridi' (il 7% degli occupati), che potrebbero alternare momenti di lavoro da remoto e in sede a seconda dell'esigenza. Sono alcuni risultati dell'indagine 'Lavoro e studio intelligenti: la trasformazione possibile' realizzata da Randstad Research, il centro di ricerca del Gruppo Randstad dedicato al lavoro del futuro, che ha analizzato la situazione di smart working e smart learning in Italia dopo il Covid19. L'emergenza Covid-19, notano gli analisti, ha comportato un balzo in avanti del lavoro svolto da casa, passato da 1,5 milioni di lavoratori nel primo trimestre 2020 a 4,1 milioni nel secondo trimestre, meno comunque del potenziale. E durante i lockdown "troppi sono stati gettati nell'esperienza di remote working impreparati: alle condizioni attuali, appaiono effettivamente in grado di operare in maniera 'intelligente' non più di 3 milioni di lavoratori", secondo l'analisi di Randstad Research. Stesso discorso per lo studio a distanza: potenzialmente coinvolge tutti i 900.000 insegnanti e 9 milioni di studenti, ma può definirsi davvero studio intelligente solo per una minoranza di studenti e per un numero irrisorio di partecipanti alla formazione continua. "Il futuro dello studio e del lavoro sarà integrato, un combinato di attività svolte a distanza con supporti digitali e con piena flessibilità di orario e di altre in presenza che richiedono condivisione e interazione tra persone", ha spiegato Daniele Fano, coordinatore del comitato scientifico del Randstad Research. "Troppi lavoratori e studenti negli scorsi mesi sono stati gettati nell'esperienza a distanza impreparati, ma è urgente pensare al futuro superando poco utili contrapposizioni tra 'smart sì' o 'smart no', a favore di logiche di integrazione delle attività. Il potenziale dello sviluppo dello smart working e dello smart learning, sia in forma estensiva, ma ancor più in forma ibrida, è molto grande".