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Lavoro,riders Ichino:Di Maio sbaglia con schema lavoro subordinato

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Roma, 18 giu. (askanews) - "Di Maio non è un esperto in materia di lavoro, non ha nessuna competenza professionale in questo campo. Voler imporre ai riders lo schema del lavoro subordinato non starebbe bene ai lavoratori stessi. Capisco la posizione degli Ad di Foodora e Deliveroo".

ll Prof. Pietro Ichino, tra i massimi esperti di diritto del lavoro in Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione "Ho scelto Cusano - Dentro la notizia", condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano. Lo rende noto un comunicato dell'emittente.

"Questo fenomeno è nuovissimo -ha affermato Ichino riferendosi alla vertenza dei riders-. Solo 3-4 anni fa, quando scrivevamo la riforma del lavoro che poi è entrata in vigore nel 2015, non se ne discuteva ancora. Questa attività è caratterizzata da una fortissima flessibilità dell'organizzazione del lavoro, sia nell'interesse dell'impresa sia dei lavoratori, che possono decidere quando presentarsi al lavoro e quando rispondere alle chiamate della centrale. Uno studio recente dell'Inps dice che la stragrande maggioranza dei lavoratori di questo settore lavora soltanto per una frazione minoritaria del suo tempo e proprio sfruttando questa libertà di movimento, di presentarsi o no al lavoro. Se le cose stanno così, la pretesa di imporre a questo rapporto lo schema del lavoro subordinato, con un orario fisso e con un carattere di continuità nel tempo, potrebbe non star bene soprattutto ai lavoratori. Loro - prosegue Ichino - devono avere innanzitutto uno standard minimo di retribuzione garantito sul piano nazionale, poi l'assicurazione pensionistica e antinfortunistica. Per queste protezioni essenziali, che dovrebbero essere garantite a tutti i lavoratori, la tecnica normativa non è quella di imporre la qualifica di lavoratori subordinati ordinari, come vorrebbe fare il neo Ministro del lavoro. Se si sceglie questa strada, capisco gli Ad di Foodora e Deliveroo, che dicono che in questo modo si soffoca quest'attività e si perdono tante occasioni di lavoro, che certamente è lavoro marginale però è pur sempre lavoro, è ricchezza, è possibilità per un giovane di guadagnare qualcosa anche mentre studia".

Sull'intervento annunciato da di Di Maio Ichino conclude: "Luigi Di Maio non è un esperto in materia di lavoro, non ha nessuna particolare competenza professionale in questo campo. E' un politico puro e da politico sente l'aria che tira, sente una simpatia dell'opinione pubblica nei confronti dei riders e intende assecondare questa simpatia. Allo stesso modo però, sui buoni lavoro percepisce che la loro quasi integrale soppressione ha prodotto un risultato inaccettabile: sono sparite quelle 143 milioni di ore di lavoro che emergevano alla luce del sole coi voucher. Quindi Di Maio ora vuole ripristinare i buoni lavoro, ma non si rende conto che il problema è lo stesso nei due campi: gig economy e lavoro occasionali sono molto simili. Se si impone la protezione integrale si soffoca quest'attività. Bisogna trovare delle forme di protezione con tecniche normative appropriate anche per il lavoro marginale".