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Le aspettative di mercato per il nuovo anno

·2 minuto per la lettura

Il Dow Jones è salito in ben 11 degli ultimi 13 anni, lo S&P500 ha guadagnato sempre negli ultimi sette trimestri. Cosa aspettarsi dai mercati azionari e finanziari nei prossimi dodici mesi? la risposta, dettagliata ed analitica, come sempre nell'Outlook annuale, in preparazione.

Il Dow Jones dunque continua a distribuire plusvalenze, conseguendo una performance positiva per l’undicesima volta negli ultimi 13 anni; quando ha perso, ha lasciato sul terreno pochi punti percentuali.

Sempre in tema di continuità, ma su scala temporale immediatamente inferiore, lo S&P500 chiude in territorio positivo per il settimo trimestre di fila. Un comportamento tutt’altro che ricorrente: dal 1950 si contano appena sei precedenti – l’ultimo a metà 2017 – ed in una sola occasione l’indice non si migliorò ulteriormente il quarto successivo. Depone a favore di un buon inizio d’anno nuovo.

Solo, non potremo garantire una crescita tanto continuativa quanto priva di scossoni. Il mercato si è impegnato ad assicurare l’assenza di ripiegamenti di entità superiore al 5% nel passato secondo semestre, alla luce dei setup descritti lo scorso anno al giro di boa; ma non ha prodotto nel frattempo segnali del medesimo tenore. La possibilità di almeno una formale correzione nel corso di quest’anno, è uno dei temi centrali del 2022 Yearly Outlook, in preparazione.

La volatilità dovrebbe fare immediatamente capolino. Tipicamente, lo S&P fa registrare una variazione media in valore assoluto pari allo 0.8% dopo le prime 24 ore di contrattazioni. Lo stallo che ha contraddistinto la parte finale dello scorso anno dovrebbe essere rapidamente accantonato: viste le prescrizioni del Delta System, a favore del ripristino del rialzo.

Staremo a vedere. Domani sera si chiuderà il primo degli attesi setup stagionali invernali: il Santa Claus Rally. Wall Street vanta un lieve vantaggio che, come quell’inflessibile giudice gastronomico, potrà ora essere confermato o ribaltato.

Piazza Affari nel frattempo riparte con un All Share Italia che continua a flirtare con la soglia dei 30.000 punti, dopo aver conseguito il secondo saldo annuale migliore di questo secolo. Dal minimo di marzo 2020 si scorgono abbastanza chiaramente tre ondate: un primo impulso ascendente, una correzione secca e la gamba di rialzo degli ultimi 14 mesi.

Una volta lasciatasi alle spalle la resistenza fra 28 mila e 28500 punti, l’All Share ha chiarito l’intenzione di estendere il rialzo fino alla massiccia proiezione situata poco sopra i 31000 punti: un obiettivo realistico, per questa prima parte dell’anno, fino a prova contraria.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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