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Le azioni di qualità ripagano: ecco come sceglierle

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Le azioni di qualità ripagano: ecco come sceglierle
Le azioni di qualità ripagano: ecco come sceglierle

Aberdeen Standard Investments spiega i criteri con cui selezionare titoli azionari di qualità superiore, primo tra tutti la capacità di generare valore sostenibile

La selezione di azioni di qualità ha di norma ripagato l’investitore con risultati superiori, per cui ha senso chiedersi come capire quali sono i fattori che consentono ad una società di qualità di registrare solide performance nel tempo. In un’analisi titolata “Qualità: come definirla e valutarla?”, Jonathan Allison, Investment Director, European Equities, di Aberdeen Standard Investments, spiega che la prima motivazione è abbastanza intuitiva e riguarda la persistenza dei risultati. Per questo bisogna guardare a società con modelli di business solidi e posizioni competitive, che stanno già offrendo rendimenti superiori alla media.

PERFORMANCE DURATURE NEL TEMPO

Il loro vantaggio consiste nel fatto che hanno più probabilità di continuare a registrare ottime performance per più tempo di quanto il mercato non si aspetti. Gli elevati rendimenti a breve termine potrebbero rendere le azioni di queste società più costose della media, eppure gli operatori di mercato tendono ancora a non tenere conto di questo aspetto. Se le società raggiungono solide performance anno dopo anno, gli investitori dovranno rivalutarne le azioni, con il risultato di una sovra-performance.

PSICOLOGIA COMPORTAMENTALE

Inoltre, secondo Allison, per spiegare la performance della qualità serve ricorrere all'analisi della psicologia comportamentale, perché le reazioni comportamentali dell’investitore “medio”, con un orizzonte temporale a breve termine, possono rappresentare un'opportunità per gli investitori più razionali. Allison sottolinea che non esiste un modo univoco, ampiamente accettato, per definire cosa sia la qualità, ma il tema comune tra le varie definizioni è l’attenzione agli indici contabili e alle tecniche quantitative in base alla performance passata delle società.

I LIMITI DELL’ANALISI QUANTITATIVA

Un’analisi puramente quantitativa non è l’unico approccio alla qualità, perché rischia di farsi sfuggire alcuni aspetti importanti: prima dell’arrivo degli investitori quantitativi, i consulenti di gestione e gli accademici avevano sviluppato alcuni strumenti per aiutare le società a comprendere il loro vantaggio competitivo, e per capire la solidità di un’azienda usavano quadri di riferimento più qualitativi e svolgevano un'analisi approfondita che i soli conti non erano in grado di soddisfare.

PROTEZIONE DALLA CONCORRENZA

Allison fa l’esempio del vantaggio competitivo noto “economic moat”, che protegge dalla concorrenza su tutti i fronti e porta alla creazione di valore sostenibile, che è l’essenza della qualità. Il vantaggio può includere il potere di determinazione dei prezzi, la competitività dei costi, percorsi di mercato eccellenti, migliore innovazione e brand forti. Indicatori utili segnalati da Allison sono società con concorrenti deboli tra le imprese presenti sul mercato, elevate barriere di ingresso per i nuovi arrivati, ampia clientela e fornitori con limitato potere di negoziazione, scarsa presenza di prodotti alternativi.

VANTAGGI COMPETITIVI NON STATICI

L’esperto di Aberdeen Standard Investments sottolinea che questi vantaggi competitivi non sono statici, per cui vanno analizzati continuamente, prestando attenzione al loro sviluppo nel tempo, perché oscillazioni e cambiamenti delle dinamiche competitive possono sempre verificarsi. Usare solo lo specchietto retrovisore significa che quando si presenta un problema potrebbe essere troppo tardi, mentre un approccio attivo significa avere maggiori probabilità di individuare per tempo qualsiasi cambiamento.

UNA COMBINAZIONE DI VARI PARAMETRI

Gli approcci tradizionali alla qualità presentano punti di forza e limiti, l’approccio quantitativo si basa su dati passati, mentre i quadri di riferimento qualitativi consentono di spiegare la qualità ma non la misurano, e non sono intrinsecamente focalizzati su ciò che potrebbe cambiare. Per questo secondo Allison è necessaria una combinazione di parametri quantitativi e strumenti qualitativi, mentre resta fondamentale valutare la qualità del management con un’analisi lungimirante e con l’obiettivo di capire se i solidi rendimenti del passato persisteranno anche in futuro.