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Le big vincono, ma arrancano tutte. Questa Coppa Italia ha ancora un senso?

Francesco Manno
·2 minuto per la lettura

Tra martedì e mercoledì diverse big della Serie A sono scese in panico nelle sfide degli ottavi di finale di Coppa Italia. Unico comun denominatore: la sofferenza. Hanno vinto tutte, ma nessuna ha brillato. Il Milan capolista in campionato ha battuto il modesto Torino solo ai calci di rigore. L'Inter, contro la Fiorentina, è stata salvata solo nel finale del secondo tempo supplementare da Romelu Lukaku. Il Napoli, contro l'Empoli, compagine di Serie B, l'ha spuntata solo nel finale di gara. La Juventus, infine, ha superato un Genoa imbottito di giovani solo dopo i supplementari.

Juventus-Genoa | Jonathan Moscrop/Getty Images
Juventus-Genoa | Jonathan Moscrop/Getty Images

Se le big italiane arrancano in Coppa Italia, all'estero le grandi fanno anche peggio. Il Kiel, squadra di seconda divisione, ha eliminato il Bayern Monaco ai sedicesimi di finale di Coppa di Germania dopo i caldi di rigore. A questo punto è lecito porsi una domanda: la Coppa Italia, con la formula attuale, ha ancora senso? Un dato sembra certo. La manifestazione tricolore continua a interessare i tifosi. Basti pensare che Milan-Torino, su Rai Uno, ha registrato 4.152.000 telespettatori, share del 16,21%. Ascolti altissimi considerando che si giocava "solo" un ottavo di finale. La finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus, solo pochi mesi fa, aveva raccolto 10 milioni 202 mila spettatori, pari ad uno share del 39,58%. Numeri eccezionali.

Milan | Jonathan Moscrop/Getty Images
Milan | Jonathan Moscrop/Getty Images

Il calcio continua ad appassionare i tifosi. C'è da dire, tuttavia, che lo spettacolo al quale abbiamo assistito non è stato certamente di primissimo livello. Gli allenatori di tutte le big, così come i loro avversari, hanno schierato formazioni imbottite di riserve e di giovani di belle speranze. Risultato? Ritmi bassi, gioco prevedibile. Perché allora non dare maggiore valore alla Coppa Italia garantendo, magari, la possibilità ala vincitrice di qualificarsi direttamente alla Champions League? Perché non assicurare alle finaliste degli introiti maggiori? Va bene puntare sui giovani, cercare di valorizzarli, ma gli sportivi vorrebbero apprezzare anche le gesta dei loro campioni...

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