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Le Borse europee in positivo provano a reagire alla paura della variante inglese

Fabrizio Arnhold
·2 minuto per la lettura
Le Borse europee in positivo provano a reagire alla paura della variante inglese
Le Borse europee in positivo provano a reagire alla paura della variante inglese

I listini del Vecchio Continente tentano il rimbalzo, in negativo solo Londra, dopo la raffica di vendite di ieri per la variante inglese del Covid. Continua il calo del prezzo del petrolio

Dopo i forti cali di ieri, le Borse europee tentano di rialzare la testa e aprono in prudente rialzo. A causare le forte vendite non solo la variante inglese del Covid, ma anche i ribilanciamenti dei portafogli di fine anno. Milano in avvio di contrattazioni segna +0,53%, Francoforte +0,63%, Madrid +0,49%, Parigi +0,52%, apre in negativo Londra con il Ftse 100 a -0,45%. La Borsa di Tokyo chiude in ribasso, con l’indice Nikkei a -1,04%, rallentato dai timori per il nuovo ceppo del virus.

RESTA AVVERSIONE AL RISCHIO

Le misure di lockdown per contenere la diffusione del virus e la variante del Covid-19 identificata nel Regno Unito, ma anche in altri Paesi Ue, tra cui l’Italia, continuano a tenere alta l’avversione al rischio degli investitori, nonostante l’imminente avvio della campagna vaccinale anche in Europa, dopo che ieri l’Ema ha dato il via libera alla commercializzazione del vaccino Pfizer-BioNTech.

IL PIANO DI AIUTI USA

Il Congresso degli Stati Uniti approva il nuovo piano di aiuti da 900 miliardi di dollari, dopo lunghe settimane di trattative, per fronteggiare gli effetti negativi del coronavirus sul piano economico. La misura ha l’obiettivo di sostenere il Paese, tra i più colpiti nel mondo dal Covid. Ora il provvedimento, dopo il via libera del Congresso, passerà alla Casa Bianca, dove il presidente Donald Trump dovrà ratificarlo.

CALA IL PETROLIO, SPREAD STABILE

Sul fronte valutario, il dollaro consolida i guadagni a 1,2222 per un euro, da 1,2210 di ieri, mentre non si ferma la discesa del prezzo del greggio. Il Wti con scadenza febbraio perde il 2,3%, scambiato a 47,05 dollari al barile, mentre il Brent cerca di resistere a quota 50 dollari al barile, in calo comunque dell’1,77%. Lo spread si attesta a 116 punti base, un punto in più rispetto al closing di ieri.