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Le Borse europee prendono fiato dopo la corsa dei listini per l’effetto vaccino

Fabrizio Arnhold
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Le Borse europee prendono fiato dopo la corsa dei listini per l’effetto vaccino
Le Borse europee prendono fiato dopo la corsa dei listini per l’effetto vaccino

Avvio debole per i listini del Vecchio Continente, dopo i forti guadagni di ieri. Gli investitori si interrogano sui tempi di produzione e distribuzione del vaccino di Pfizer. Petrolio in lieve calo

La calma dopo l’euforia. Le Borse europee dopo l’exploit di ieri, trascinate al rialzo dalla notizia del vaccino di Pfizer e BioNTech, oggi si concentrano sulle incertezze legate ai tempi di produzione e distribuzione e aprono prudenti. Milano in avvio di contrattazioni segna -0,06%, Francoforte +0,03%, Parigi +0,14%, Madrid +0,20% e Londra +0,04%. La Borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,26%, con l’indice Nikkei a 24.905 punti.

L’INCERTEZZA SUI TEMPI DEL VACCINO

Ieri le Borse mondiali hanno chiuso mettendo a segno forti guadagni, con Piazza Affari che ha superato il 5%, in deciso rialzo anche Wall Street con il Dow Jones a +2,95%. Le Borse asiatiche hanno chiuso in positivo ma rallentando il passo rispetto alla prima parte della seduta. Gli investitori hanno iniziato ad effettuare una rotazione dei portafogli, premiando i titoli affossati dall’inizio della pandemia, a partire da quelli legati a viaggi e turismo.

LE INCOGNITE A LIVELLO POLITICO

Ad accusare il colpo, ieri, sono stati i titoli che sono cresciuti molto negli ultimi mesi, quelli della cosiddetta “stay at home economy”, come Zoom (-17,37%), Netflix (-8,59%) e Amazon (-5,06%). Le incognite a livello politico ora riguardano gli Usa, con il nuovo piano di aiuti da approvare a sostegno dell’economia e con una transizione che non si preannuncia così facile per il nuovo presidente eletto Joe Biden, considerando le resistenze di Donald Trump.

PREZZO DEL PETROLIO CONTRASTATO

Dopo la corsa di ieri, con guadagni superiori al 10%, i timori sulla ripresa della domanda tornano a farsi sentire sul prezzo del petrolio: il Wti con consegna dicembre cede lo 0,2%, a 40,21 dollari al barile, mentre il contratto gennaio sul Brent cresce dello 0,12%, arrivando a 42,45 dollari. In rialzo l’oro, a 1.888,27 dollari l’oncia (+1,3%). Lo spread apre a 123 punti base, sullo stesso livello del precedente riferimento.