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Le Borse europee resistono alle paure di inflazione e varianti del virus

Matia Venini
·2 minuto per la lettura
Le Borse europee resistono alle paure di inflazione e varianti del virus
Le Borse europee resistono alle paure di inflazione e varianti del virus

L’incertezza sui nuovi ceppi di Covid e la crescita dei rendimenti delle obbligazioni statunitensi non spaventano i listini del Vecchio Continente. Il Wti torna sotto la quota dei 60 dollari al barile

Nonostante un contesto globale tutt’altro che tranquillo, le Borse europee dimostrano di non avere paura. In apertura di contrattazioni, il maggiore rialzo è quello di Francoforte, che guadagna lo 0,3%. Piazza Affari tocca il +0,1%, così come Madrid. Parigi e Londra hanno aperto in leggero calo per poi riassestarsi sulla parità. Spread poco al di sopra dei 98 punti base, in lieve ribasso rispetto alla chiusura di ieri, quando era tornato vicino a quota 100 punti in attesa della fiducia accordata dalla Camera al Presidente del Consiglio Draghi.

LA PAURA DELLE VARIANTI

Sono due le preoccupazioni principali degli investitori. La prima è l’incertezza sulle varianti di coronavirus, che stanno dilagando in tutto il mondo e su cui non c’è certezza riguardo all’efficacia del vaccino. Ieri Wall Street ha chiuso in rosso dopo la lettura delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. E la situazione sembra non dover cambiare molto nella giornata di oggi: i futures di tutti i principali listini statunitensi fanno fatica a trovare slancio e viaggiano vicino alla parità.

TIMORI PER L’INFLAZIONE

Il secondo timore invece è legato alla crescita dei rendimenti del T bond Usa, campanello d’allarme per l’inflazione. A questo proposito, il segretario al Tesoro statunitense Janet Yellen in un’intervista alla Cnbc ha difeso le dimensioni del pacchetto di aiuti da 1.900 miliardi di dollari annunciato dal presidente Biden, auspicando che possa venire emanato nelle prossime settimane.

ANCORA GIÙ L’ASIA

I timori di inflazione colpiscono anche l’Asia, che continua la propria discesa dopo un periodo di 12 rialzi consecutivi. Il Nikkei di Tokyo ha chiuso le contrattazioni cedendo lo 0,72%. Hong Kong ha perso lo 0,12%, mentre Shanghai ha guadagnato circa mezzo punto percentuale. In sofferenza anche l’Australia, con il suo indice ASX 200 in calo dell’1,34% dopo che Canberra ha promesso di portare avanti le leggi per costringere Facebook a pagare le testate giornalistiche per i contenuti pubblicati sulla piattaforma.

WTI SOTTO I 60 DOLLARI

Il greggio Wti torna sotto quota 60 dollari al barile, a 59,82 dollari. In calo anche il Brent, che perde lo 0,89% a 63,62 dollari. Nel valutario, euro in leggero rialzo sul biglietto verde: la moneta unica viene scambiata con quella statunitense a 1,21.