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Le cedole penalizzano il Ftse MIb, Telecom Italia spicca il volo

·2 minuto per la lettura

Grazie ad un miglioramento nel corso della seconda parte, guidato in parte dall’avvio positivo delle contrattazioni a Wall Street, a Milano il Ftse Mib ha chiuso in aumento dello 0,17% a 27.382,87 punti. In corrispondenza del giro di boa da Washington è arrivata la notizia che il presidente USA Joe Biden ha confermato Jay Powell alla guida della Federal Reserve per altri 4 anni.

Anche se l’alternativa, rappresentata da Lael Brainard (che ricoprirà il ruolo di vicepresidente), era comunque garanzia di supporto per i mercati, la conferma di Powell rappresenta un fattore positivo perché elimina quella dose di incertezza che, soprattutto negli ultimi tempi, non piace ai mercati finanziari.

A Piazza Affari la notizia del giorno è rappresentata dalla manifestazione di interesse di KKR per il 100% di Telecom Italia (+30,25% a 0,4513 euro). La manifestazione d’interesse, soggetta alla condizione del raggiungimento della soglia di adesione minima del 51% del capitale, è stata qualificata da KKR come “amichevole”. Il prezzo indicato è pari a 0,505 per azione (+45,7% sulla chiusura di venerdì).

Dal quartier generale di Vivendi hanno già fatto sapere che l’offerta “non riflette il valore reale” e quindi può essere classificata come “insufficiente”. La notizia ha finito per spingere anche Inwit (+4,61%), in cui TIM ha una partecipazione.

A frenare il Ftse Mib è stato lo stacco cedole da parte di alcuni big del calibro di Banca Generali (+1,32%), Intesa Sanpaolo (+0,65%), Mediobanca (+2,63%), Poste Italiane (-0,21%), Terna (-0,06%) e Tenaris (+2,24%). Tra gli energetici, chiusura con un +2,95% per Saipem, che si è aggiudicata un nuovo contratto in Brasile da 940 milioni di dollari.

Al termine della prima seduta della settimana, lo spread Btp-Bund si è fermato a 118 punti base (-0,58%). (in collaborazione con money.it)

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